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A quanta tensione svapare

Come si determina la tensione della batteria? E come si determina qual è quella giusta per svapare? Il valore consigliato dipende da vari fattori, come le caratteristiche dell'e-cig e il tipo di resistenza.
A quanta tensione svapare
  1. Sigarette elettroniche e batterie: le caratteristiche
  2. A quanta tensione svapare
  3. Come migliorare la resa aromatica

A quanta tensione svapare

A differenza di quanto accade quando si decide di fumare, l’uso della sigaretta elettronica richiede di sapere a che tensione svapare.

Per calcolare le giuste intensità e tensioni per svapare bisogna fare riferimento al wattaggio e al voltaggio della sigaretta elettronica. Nel momento in cui si aumenta il primo, il secondo cresce in maniera meno sensibile in base a quanti ohm sono contenuti nella resistenza.


Il punto è sia ottenere le migliori condizioni di vaping possibili sia garantire una maggiore durata della batteria e delle resistenze. Al tempo stesso è possibile evitare problemi di funzionamento e che si sviluppino le stesse sostanze nocive tipiche del fumo durante il processo di nebulizzazione del liquido.

Innanzitutto, è bene conoscere le caratteristiche su cui si basa la funzionalità di una batteria. La capacità in mAh determina la massima corrente di scarica continua e il valore è espresso in ampere, mentre la potenza del dispositivo è in watt. Invece il voltaggio nominale (in generale 3,7 V) consiste nel voltaggio medio di operatività della batteria.

La scelta della batteria al litio deve essere fatta considerando che la sua capacità è inversamente proporzionale al valore di scarica. Di conseguenza l’elemento migliore è quello che mantiene la più alta capacità possibile fornendo contemporaneamente una quantità di energia sufficiente per alimentare il dispositivo e garantire un utilizzo che sia completamente sicuro.

Il valore di voltaggio da usare è uguale a quello che supporta la maggiore domanda di corrente e corrisponde alla batteria a piena carica. Infatti la quantità di corrente necessaria è direttamente correlata al valore della resistenza. Diminuendo la carica della batteria, anche il voltaggio si riduce progressivamente. I consigli sono di non superare i 4 volt di corrente quando si svapa: questo valore limite consente di calcolare in maniera più facile il wattaggio richiesto per il tiro.

Una novità è rappresentata dai calcolatori online che consentono di determinare quale sia la tensione giusta per lo svapo a seconda della modalità di vaping adottata e delle caratteristiche dell’e-cig. In questo modo è possibile prendersi cura del proprio dispositivo per garantire elevate prestazioni ed evitare di svapare a una tensione troppo alta o eccessivamente bassa.

Sigarette elettroniche e batterie: le caratteristiche

L’alimentazione della sigaretta elettronica è garantita dalla batteria integrata. La maggior parte dei prodotti impiega una batteria ricaricabile agli ioni di litio per essere più pratica e avere un maggiore controllo nella gestione.

Per l’uso del dispositivo è fondamentale il sensore meccanico interno che calcola quanta pressione viene generata durante l’esperienza di svapo e attiva elettricamente la batteria. In questo modo si fornisce una quantità di energia elettrica proporzionata alla forza dell’aspirazione. Esistono comunque modelli in cui la batteria viene attivata manualmente premendo un piccolo tasto esterno.

La densità del vapore che esce dal drip tip è in parte legata alla tensione elettrica della batteria: maggiore è questo valore e più intenso è il vaping.

Sul mercato si trovano modelli in differenti tensioni. Ad esempio, le soluzioni Big Battery (BB) o le box mod hanno una tensione pari a 3,7 V o superiore. In questo modo il prodotto supporta un’esperienza clouding o un utilizzo intensivo perché si fornisce maggiore potenza all’atomizzatore. Di conseguenza si ha un hit di gola più forte rispetto a un altro prodotto, a parità di liquidi con la stessa concentrazione di aroma o nicotina. Al tempo stesso anche la base neutra viene maggiormente apprezzata.

Gli elementi da tenere a mente e che influenzano le condizioni di svapo sono i seguenti:

  • il tipo di batteria usata deve essere sempre adatto alla resistenza installata. In caso contrario la coil si brucia velocemente, con effetti negativi sulla salute del vaper. Ogni resistenza integrata di serie nell’e-cig ha un range di utilizzo che viene riportato sul pezzo stesso. Per questo motivo occorre usare un apposito calcolatore quando si rigenera la coil perché la regolazione della potenza deve essere fatta in relazione alla coil montata;
  • le batterie, anche quelle ricaricabili, hanno un ciclo di vita di 4-5 mesi in media. È possibile aumentare la loro durata collegando il dispositivo alla presa USB, che fornisce una tensione di 5 V e consente di non usare la carica interna;
  • il consumo delle batteria è in parte determinato dalla tensione con cui si svapa. Gli altri fattori che influenzano questo valore sono la frequenza di utilizzo e la grandezza della batteria. Il problema è che un utilizzo troppo intenso porta la batteria ad avere una vita più breve;
  • a volte le batterie sono a tensione variabile, quindi è possibile modificare questo elemento in base ai risultati che si desidera ottenere;
  • la capacità di accumulo di una batteria è influenzata dalle sue dimensioni perché determinano la quantità di mAh. Si tratta dell’unità di misura per calcolare la potenza della batteria.

Come migliorare la resa aromatica

Il sistema di svapo e la tensione a cui svapare variano anche tenendo in considerazione le caratteristiche del liquido utilizzato.

Infatti il contenuto dipende dalla percentuale di ogni singolo ingrediente impiegato (glicerina vegetale, glicole propilenico, aromi, acqua, alcol e nicotina), dalla tipologia di appartenenza del prodotto inserito nel tank e dalla scelta del vaper di eliminare una sostanza o più in base ai gusti personali. Ciò vale in maniera particolare per i fluidi creati usando kit per il mixing home made.

Altri aspetti da considerare sono gli effetti che si vogliono raggiungere, come la densità del vapore e le caratteristiche stesse della batteria.

L’aroma viene definito dalla build, dagli atomizzatori, dal tipo di cotone, dalla tipologia di wire e dalla potenza. Se si svapa meccanicamente, quest’ultimo valore è unico, in caso contrario è regolabile.

Per ottenere una buona resa aromatica:

  • con i liquidi cremosi, dal sapore dolce o prodotti in laboratorio adottando la modalità di svapo cloud, è preferibile avere una potenza di massimo 120-150 watt;
  • con i prodotti dal gusto tabacco organico si consiglia uno svapo meccanico con wattaggio 17-18 W, resistenza mono filo da 0,32 e batteria perfettamente carica;
  • con gli e-liquid Flavor Chasing è preferibile adottare una build da 35 watt, parallel in kanthal e avere la batteria carica;
  • con i fluidi con un’elevata concentrazione di nicotina sono necessarie resistenze con un numero elevato di ohm. Se invece si adotta un elemento sub-ohm (con un valore inferiore a 1 ohm), è possibile ridurre la quantità di questa sostanza oppure passare a liquidi nicotina free perché si percepisce l’hit con più intensità. Tuttavia sono necessari elevati wattaggi con modalità di svapo meccaniche. Questo fattore è apprezzato dagli ex fumatori;
  • con gli aromi concentrati o fruttati complessi è bene avere atomizzatori con il drip tip più largo. La potenza consigliata è 35-40 watt e la resistenza migliore è in kanthal 26 gauge 6 spire. In caso contrario il rischio è di non supportare adeguatamente le diverse sfumature del prodotto. Se si adotta uno svapo meccanico, si può usare anche una resistenza in acciaio da 22 gauge in acciaio e 6-7 spire.

L’importante è tenere a mente che i watt non sono l’unico parametro in grado di determinare la resa della build perché si devono considerare anche il diametro, le coil e lo spessore del filo.

  1. Innanzitutto si fissa il range di riferimento, ad esempio 40-80 W.
  2. Quindi si verifica quali sono le build che funzionano tra i 200 e i 350 mW/mm2 (valore della potenza specifica) e assicurano la massima superficie di contatto possibile. L’approccio alternativo consiste nel calcolare il numero di watt necessari per avere un atomizzatore funzionante nel range 200-350 mW/mm2.
  3. Infine si regola la box in base al wattaggio risultante.

Se invece nelle sigarette elettroniche non è presente il circuito di controllo o si svapa con una modalità meccanica, i watt dipendono dai volt erogati in relazione alla resistenza.

È necessario considerare tutti i componenti dell’e-cig per determinare quale sia la tensione più adatta per portare il liquido contenuto nel serbatoio alla temperatura adatta per la vaporizzazione garantendo le migliori condizioni di vaping ed elevati livelli di sicurezza. Di conseguenza è bene verificare quale sia il modello e la versione di sigaretta elettronica prescelta.

Altri consigli riguardano la necessità di mantenere in maniera costante la piena efficienza del materiale utilizzato, facendo attenzione a non surriscaldare l’atomizzatore e non utilizzarlo al di fuori delle specifiche indicate. In caso contrario, si rischia di provocare un corto circuito delle testine che non solo dona un cattivo sapore all’e-liquid, ma influisce negativamente sulla sicurezza e sulla qualità della pratica di svapo.

Per migliorare il livello di sicurezza e la resa del prodotto la soluzione migliore consiste nel non caricare la batteria sopra i 4,2 volt ed evitare che il valore della carica scenda sotto i 3 volt. Si tratta di un range che assicura buone prestazioni a prescindere dal fluido utilizzato.