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Come funziona l’anello nella sigaretta elettronica

L'anello per sigaretta elettronica, l’o-ring, è una componente tanto piccola quanto essenziale. Serve da guarnizione, che impedisce che il liquido fuoriesca o che l’aria entri. Vediamo nel dettaglio come funziona, quando va cambiato e come va scelto.
Come funziona l’anello nella sigaretta elettronica
  1. Cos’è l’anello per sigaretta elettronica
  2. Come funziona l’anello per sigaretta elettronica
  3. Come, quando e perché cambiare l’o-ring
  4. Come scegliere l’anello per sigaretta elettronica
  5. Metodi per creare o-ring fai da te: ne vale la pena?

Sulla manutenzione della e-cig non si scherza: ci sono delle regole precise, che vanno applicate con scrupolo.


Nessun aspetto va sottovalutato. In questo articolo ci concentreremo su uno di quelli più minuti, su cui spesso si sorvola ma che – come tutto ciò che riguarda la cura della sigaretta elettronica – è fondamentale al pari degli altri. Ci stiamo riferendo agli o-ring.

Cos’è l’anello per sigaretta elettronica

Quando parliamo di “anello per la sigaretta elettronica”, ci si riferisce agli o-ring. Detti anche “o-erre” in Italia, gli o-ring non sono altro che dei piccoli anellini in silicone o in un’altra gomma di tipo simile; in generale, possono avere le dimensioni più disparate e un numero enorme di utilizzi.

Il loro scopo è quello di fungere da guarnizione: garantiscono una tenuta molto salda e sono estremamente economici.

Gli o-ring per la sigaretta elettronica sono in genere venduti in piccoli kit, nonché già presenti (e in genere pre-applicati) su ogni atomizzatore che compreremo; la maggior parte dei produttori, inoltre, ne dà sempre qualcuno di scorta nella confezione. Sono tra i più comuni ricambi per e-cig.

Come funziona l’anello per sigaretta elettronica

Tra tutte le componenti della sigaretta elettronica, probabilmente l’o-ring è uno degli accessori che presenta un funzionamento più semplice e intuitivo. Di fatto, è solo una sorta di sigillo, che si applica sulle giunture del corpo dell’atomizzatore una volta assemblato.

Grazie all’o-ring, l’atom avrà una piccola rifinitura che tiene ferme le sue parti. In questo modo, tutto quanto rimarrà stabile e fisso durante l’uso, e l’atomizzatore non presenterà alcuno sgradevole fenomeno di perdita di tenuta o di liquido.

Infatti, capita a volte di prendere la sigaretta elettronica dalla tasca o dalla borsa, e trovarsi la mano bagnata e “profumata” dai vari aromi perché l’atomizzatore ha perso del liquido. Al di là dei problemi più ovvi – per esempio, avere riposto la sigaretta elettronica capovolta, o qualche errore simile – nella gran parte dei casi si tratta di un problema relativo all’o-ring.

Perché funzioni a dovere, il serbatoio deve essere a tenuta stagna, e avere al suo interno una certa pressione. Se, in qualsiasi modo, vi entra dell’aria, sicuramente a questa apertura corrisponderà una perdita di liquidi (oltre a una ridotta produzione di fumo), che aumenta in funzione dell’apertura. A meno che non vi siano crepe o scheggiature sul vetro, dovute magari a una caduta a terra o a uno shock termico, il responsabile di una eventuale mancanza del sotto vuoto è proprio l’o-ring.

Come, quando e perché cambiare l’o-ring

Se un o-ring sembra in qualsiasi modo rovinato, vecchio o sfrangiato, e il nostro atomizzatore dà preoccupanti segnali di perdite, allora sarà sufficiente cambiare l’o-ring.

Non c’è un momento prestabilito per effettuare l’operazione di ricambio: basta appunto osservare se è presente uno di questi sintomi di rischio, e agire di conseguenza. Tutto dipende da quanto spesso si svapa, da quanto si usa un certo atomizzatore, e da come lo si usa.

Svapare di frequente, ma a temperature contenute, potrebbe salvaguardare la durata e la tenuta dell’o-ring; per contro, svapare più di rado ma aumentando il calore delle resistenze potrebbe richiedere dei ricambi più frequenti degli anelli. Ad ogni modo, il modo e l’ambiente d’uso influiscono in misura limitata. Quindi quando serve bisogna semplicemente affrontare la procedura di manutenzione e il modesto costo degli anelli di ricambio.

Il cambio dell’o-ring, rispetto a quasi tutte le altre operazioni di manutenzione, è assolutamente semplice.

  1. Svuotare il tank del liquido contenuto per evitare che il liquido goccioli fuori.
  2. Scollegare l’atomizzatore dalla batteria e dalla parte elettronica.
  3. Smontarlo in tutte le sue parti mobili.
  4. Individuare il punto in cui c’è un o-ring che non garantisce più la tenuta stagna.
  5. Munirsi di un qualunque accessorio abbastanza appuntito e pratico tra quelli presenti in qualsiasi kit per la manutenzione e rimuovere l’o-ring usurato
  6. Alloggiarne uno nuovo nel punto esatto (sempre usando gli strumenti giusti).
  7. Rimontare l’atomizzatore e la sigaretta elettronica, se necessario collegare per un po’ il caricabatterie, e godersi di nuovo una svapata tranquilla, soddisfacente e senza perdite.
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Come scegliere l’anello per sigaretta elettronica

Di o-ring, come si è già accennato, ne esistono delle più diverse forme e dimensioni, nonché dei più vari materiali. Possono essere più o meno rigidi, più o meno facili da manipolare, e via discorrendo.

In linea di massima, ogni modello di sigaretta elettronica richiede degli o-ring appositi, ciascuno diverso dall’altro in base al proprio alloggiamento. L’o-ring di una Smok TFV8 sarà differente non solo da quello di una Aspire o di una Justfog, di altri atomizzatori rigenerabili o box mod, ma anche da quelli di una Smok di un altro modello.

Il consiglio, dunque, è di fare attenzione alla qualità specifica dell’o-ring, al suo attacco e alla sua misura, ai modelli dei vaporizzatori e via discorrendo, per acquistare solo quelli corretti e, se possibile, originali. Il loro scopo è contenere il liquido all’interno dell’atom, e usare poca cautela al momento di comprare gli o-ring può portarci a mancare completamente questo obiettivo.

Metodi per creare o-ring fai da te: ne vale la pena?

Diciamo subito che esistono numerose idee e soluzioni artigianali per realizzarli da soli, ma tutto sommato non vale la pena. Ed ecco perché.

L’o-ring, infatti, di per sé non è altro che una guarnizione composta da un piccolo anello di gomma: per questo, c’è chi lo prepara da sé utilizzando materiali da ferramenta. Sempre in linea teorica, è possibile farlo. Si possono comprare dei rotoli di filo in silicone, dal diametro più o meno grande, tagliarne la misura desiderata, formare un anello e farne aderire le estremità utilizzando una colla apposita. Una volta asciugata la colla, sarà sufficiente fare in modo che l’o-ring così ottenuto si sistemi nel suo alloggiamento.

Tuttavia non tutti possiedono la manualità necessaria per restare concentrati a eseguire queste istruzioni nel modo corretto: malgrado gli sforzi, insomma, è alta la probabilità di trovarsi tra le mani un prodotto non perfetto, troppo lasco o troppo stretto. Al di là dell’aspetto estetico, ciò rende l’o-ring inadatto a svolgere il suo compito, ossia a proteggere dalle fuoriuscite di liquido dall’atomizzatore.

Inoltre non tutti gli o-ring sono uguali. A ogni modello di e-cig può corrispondere una certa gomma più adatta, con un grado di rigidità maggiore o minore e una resistenza più o meno forte alle alte temperature. Un solo tipo di gomma potrebbe non essere sufficiente. Per non parlare poi della colla: come si può essere del tutto certi che, ad alte temperature, la colla non sprigioni sostanze sgradevoli o addirittura dannose?

Infine, il risparmio economico derivante dall’utilizzo di questo metodo è praticamente irrilevante. Il costo di tutta la quantità di materiali, infatti, è in genere piuttosto ampio, mentre quello degli o-ring di ricambio appositamente pensati per il nostro modello di e-cig è sempre irrisorio. Per ammortizzare, allora, dovremmo avere un numero elevatissimo di sigarette elettroniche e atomizzatori – e, di conseguenza, di o-ring da cambiare.