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Come funziona l'atomizzatore

Ecco qual è il funzionamento del cuore della sigaretta elettronica: il vaporizzatore.
Come funziona l'atomizzatore
  1. Come è fatto un atomizzatore
  2. Come funziona un atomizzatore
  3. Manutenzione dell'atomizzatore
  4. I liquidi nell'atomizzatore
  5. Le altre componenti
  6. La resistenza negli atomizzatori
 

Come è fatto un atomizzatore

Il cuore della sigaretta elettronica è l’atomizzatore: senza questo elemento non si potrebbe svapare.


I tipi e i modelli di atomizzatori che potete trovare sul mercato sono i più disparati: le caratteristiche di ogni modello variano a seconda della tipologia, della tecnologia e il funzionamento.


Ogni svapatore deve scegliere la tipologia di atom che più soddisfa le proprie esigenze: c’è chi preferisce un fumo più tiepido, chi invece lo vuole molto caldo, chi cerca una fumosità piuttosto densa e corposa, chi ama un fumo più leggero.

Proprio l’atomizzatore ha la capacità di generare tutte queste (e altre) tipologie di vapore: l’e-liquid a contatto con l’atom si trasforma in vapore che entra nella bocca del vaper (svapatore) e gli dona il senso di appagamento.


L’atomizzatore è munito di un rivestimento metallico che lo rende molto resistente. In questo modo riesce ad attutire eventuali urti senza subire danni. Tuttavia, per evitare di rovinare le parti metalliche con fastidiosi graffi antiestetici, tra i numerosi accessori per le sigarette elettroniche, esistono degli anelli in gomma che aiutano a preservare l’integrità dell’atomizzatore.

Nell’atom è presente una testina che è intercambiabile e che, periodicamente, va sostituita.
 

 

Come funziona un atomizzatore

La resistenza presente nella testina è la parte che effettivamente ha il compito di trasformare il liquido in vapore.

Azionando la sigaretta elettronica, l’atomizzatore chiede alla batteria l’energia necessaria per riscaldarsi; quindi, la resistenza diventa incandescente e, nel momento in cui incontra il liquido, lo vaporizza.

Il fumatore, con l’aspirazione, attira il vapore nella bocca, proprio come si fa quando si fuma la sigaretta classica.


L’evoluzione tecnologica della sigaretta elettronica ha permesso di fare un passo in avanti con il metodo di attivazione del dispositivo.

La maggior parte delle sigarette elettroniche necessitano di un pulsante che attiva la batteria e generare il vapore.
Nuovi tipi di e-cig permettono di fumare con la sola aspirazione attraverso il bocchino che è un notevole passo avanti per permettere al dispositivo di assomigliare ancora di più alla sigaretta tradizionale.
 

Manutenzione dell'atomizzatore

Essendo il componente della sigaretta elettronica più a rischio di usura, è importante conoscere alcune informazioni sulla manutenzione dell'atomizzatore.
 

Come e quando pulirlo?

La cosa più importante da fare è sicuramente quella di lavarlo almeno una volta a settimana per eliminare residui di elementi che non sono stati vaporizzati.


Due metodi sono quelli più utilizzati per la pulizia dell'atomizzatore:

  • L'acqua: basta semplicemente sciacquare sotto l'acqua corrente l'atomizzatore oppure, per una pulizia ancora più accurata, è possibile miscelare acqua calda e bicarbonato o acqua e limone. In questo modo tutti i residui di aromi e odori saranno neutralizzati.
 
  • La lavatrice a ultrasuoni: per i cultori dello svapo, e per chi preferisce avere tutti i prodotti specifici necessari per prendersi cura della propria sigaretta elettronica, esistono in commercio apposite lavatrici a ultrasuoni in grado di pulire a fondo l'atomizzatore.
Pulizia atomizzatore​​​​​​​
 

I liquidi nell'atomizzatore

I liquidi prodotti per le sigarette elettroniche hanno anch'essi caratteristiche diverse a seconda del tipo di atomizzatore usato.

I principali ingredienti dell'e-liquid sono il glicole propilenico e la glicerina vegetale. Il loro insieme crea la base neutra: i dripper hanno bisogno di una fumosità elevata, quindi il liquido base sarà prevalentemente composto da glicerina; gli atomizzatori di polmone usano una concentrazione di glicole propilenico e glicerolo del 50% o con qualche punto in più di glicerina, mentre quelli da guancia preferiscono un liquido più fluido che contiene anche acqua.

Alla base neutra vengono aggiunti gli aromi e la soluzione, una volta maturata, deve essere iniettata in una cartuccia o in un tank. I liquidi, possono contenere o meno, la nicotina. Gli aromi sono diluiti nel glicole propilenico e poche gocce sono in grado di modificare il sapore complessivo del liquido contenuto in una boccetta.

Queste informazioni sono fondamentali per svapare nel modo migliore con i dispositivi utilizzati e garantire una durata maggiore e una manutenzione minore dei propri kit.
 

Le altre componenti 

È anche importante conoscere com'è composta l'e-cig e quali materiali sono più indicati per le testine dell'atomzzatore.

La batteria della sigaretta elettronica è ricaricabile e, per la vostra sicurezza, vi consigliamo di controllare sempre che abbia una potenza adeguata all'atomizzatore che state usando. In funzione della potenza si può regolare la quantità di aria e trovare il settaggio migliore per i vostri gusti.

Il liquido viene iniettato nel serbatoio direttamente dalla boccetta con una leggera pressione sulla stessa per effettuare la ricarica: è importante rispettare il limite massimo di liquido per non affogare la resistenza.

Questo viene poi portato alla resistenza tramite un trasportatore posto all'interno dell'atomizzatore che è individuato in un filo, chiamato wick, oppure una spugnetta fatta di lana di perlon, oppure di cotone. La tipologia di materiale dentro l'atomizzatore dipende dal tipo di atom: cleromizzatore, cartomizzatore o dripper (che invece non ha serbatoio).

I materiali, che hanno il compito di portare il liquido all'atomizzatore per la vaporizzazione, dal serbatoio arrivano alle resistenze avvolgendole. Mettendo il liquido nel serbatoio, il trasportatore si imbeve di e-liquid e lo porta alle resistenze che si scaldano arrivando a una temperatura tra i 160 e 170°. Appena il liquido tocca le resistenze, grazie all'afflusso di aria, si trasforma istantaneamente in vapore.

L’ultimo tipo di trasportatore di liquido si chiama mesh: funge sia da filtro sia da sistema di assorbimento del liquido, e si tratta di una sottile e molto fitta maglia a rete in acciaio inossidabile, che assicura una produzione di vapore molto denso e corposo, la svapata è molto gustosa e l’hit in gola ottimo.
 

Come abbiamo detto, gli atomizzatori possono avere o meno un tank, un serbatoio la cui presenza permette un’autonomia superiore rispetto ai dispositivi che ne sono privi. Gli atom provvisti di tank si dividono in due categorie che si differenziano per la loro forma: conica o cilindrica. La forma determina la capienza del serbatoio.

Resistenza atomizzatore​​​​​​​
 

La resistenza negli atomizzatori

La resistenza negli atomizzatori ha un ruolo fondamentale.

Quando si è in presenza di una resistenza con voltaggio variabile, si ha la possibilità di regolare l’indice usato nella svapata.
Se il voltaggio è settato su un valore più alto, il fumo risulta essere molto denso e si sente un colpo in gola piuttosto forte. L’aroma della svapata è molto più profumata e il sapore in bocca molto più profondo.
Un voltaggio più basso, invece, è moto più delicato e tenue, indicato a chi preferisce un fumo meno denso e caldo.
 

 

Ogni atomizzatore può montare una o più resistenze per vaporizzare il liquido. Questa caratteristica permette di fare una distinzione tra le tipologie di atom:

  • Se presentano una sola resistenza sono chiamati single coil
  • Se montano due resistenze fanno parte della categoria dei dual coil
  • Se hanno tre resistenze siamo difronte a un triple coil.

Aumentando il numero di resistenze aumentano di conseguenza le caratteristiche del vapore: la temperatura si alza, l’aroma diventa molto più intenso e persistete, la sensazione del colpo in gola è maggiore. Ma non è solo il numero di coil a fare un vapore più o meno caldo.

Quando siamo in presenza di un voltaggio variabile, non ci si pone più di tanto il problema del controllo della temperatura. Basta alzare il voltaggio per assaporare un vapore molto caldo. Ma se il nostro dispositivo non permette questa regolazione, un aspetto dell’atomizzatore che fa la differenza è la posizione delle coil.

Un atomizzatore top coil ha le resistenze poste in alto, vicino al drip tip, quindi il vapore appena trasformato ci mette pochissimo tempo ad arrivare in bocca. Proprio perché appena prodotto lo si percepisce molto caldo e la svapata è piena e molto soddisfacente.

Se invece ci troviamo a svapare con un atom bottom coil, le resistenze sono poste nella parte bassa dell’atomizzatore, quindi dopo che si è generato il vapore, prima di arrivare in bocca deve percorrere un tubo. Nel lasso di tempo tra la generazione e il suo arrivo nel cavo orale, il vapore si è già raffreddato un po’, per questo motivo lo si percepisce molto leggero e tiepido.

L’uso di una batteria che spinge più o meno forte, in questo caso potrebbe fare la differenza.

La produzione dell’energia per un top coil può non essere molto forte, il vapore passa subito in bocca, quindi lo si percepisce ancora bello caldo; una bottom coil, invece, predilige batterie che spingano abbastanza, per poter riscaldare molto di più il fumo nel momento della vaporizzazione.