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Confronto tra sistemi DNA e sistemi Yihi

Il vero e proprio cuore della sigaretta elettronica risiede nel sistema elettronico. In particolare, due produttori di chip per e-cig si contendono il primo posto nel mercato: DNA e Yihi. Quali sono le particolarità di questi sistemi?
Confronto tra sistemi DNA e sistemi Yihi
  1. Il sistema DNA nella sigaretta elettronica
  2. Il sistema Yihi nella sigaretta elettronica
  3. L'importanza dei sistemi elettronici delle e-cig
 

Al di là delle parti esterne e di tutte le componenti esclusivamente meccaniche, le sigarette elettroniche possiedono una circuiteria elettrica che fa lavorare l’atomizzatore grazie a un processore, e una struttura informatica di programmazione che determina il modo in cui il circuito opererà.

Di rado, però, si ha una qualche conoscenza del vero e proprio “cuore” della sigaretta elettronica. Vediamo allora cosa cambia tra i diversi sistemi per le sigarette elettroniche, in particolare tra il sistema DNA e il sistema Yihi.
 

Il sistema DNA nella sigaretta elettronica

Il sistema DNA, di proprietà dell’azienda statunitense Evolv, è uno dei top di gamma più diffusi tra tutte le e-cig oggi in commercio, nonché uno tra i primi a distinguersi per numerose novità tecnologiche e per semplificazione del funzionamento.
 

  • I modelli DNA20 e DNA30, ormai piuttosto datati, ebbero diversi primati. Furono i primi circuiti industriali installabili su sigarette elettroniche di tipologia box mod, e il DNA30 supportò per primo il cosiddetto svapo in sub-Ohm, ovvero quello con un valore molto basso di resistenza, adatto a certi tipi di svapata custom. Con questi modelli, Evolv dimostrò di saper produrre dei sistemi al contempo compatti e semplici da usare, ma anche molto completi a livello di caratteristiche tecniche e possibilità di gestione.
  • Anche il DNA200 segnò una svolta nel mondo dei circuiti per il vaping, essendo stato il primo sistema dotato di firmware aggiornabile e passibile di una elevatissima programmabilità. Il DNA200, come suggerisce il nome, è in grado di gestire fino a 200W di potenza in maniera precisa e affidabile, garantendo prestazioni eccellenti per gli amanti del dripping e del cloud chasing.
  • Dal DNA200 derivarono altri modelli, tra cui la sua versione più spinta, il DNA250 (montato su alcune box molto performanti come appunto la VTBox 250c), ma soprattutto il DNA75, dalla potenza ridotta a 75W ma con una gestione eccezionale della batteria, una tra le migliori ancora oggi. Il DNA75 unisce una buona erogazione dell’energia, una grande facilità di utilizzo (caratteristica, del resto, di tutti i chip DNA) e un costo tutto sommato contenuto, il che lo fa preferire a molti altri concorrenti.
  • I successivi DNA60 e DNA75 Color hanno mantenuto le buone qualità del predecessore, aggiungendo nel primo caso una maggior compattezza e semplicità di aggiornamento software, e nel secondo un display a colori e una diversa interfaccia, al prezzo però di una gestione dei consumi meno oculata.
  • Infine menzioniamo il DNA40. Al momento della sua uscita, fu il primo chip in grado di gestire una forma di TC (Temperature Control), pur ancora rudimentale e perfezionata solo con i modelli successivi. Anche per questo modello, la casa produttrice mantenne le caratteristiche dei precedenti, ovvero la facilità d’uso, la compattezza e il buon controllo dell’erogazione della potenza.
 

Tutti i modelli più recenti di DNA permettono ormai di collegare la propria box al pc, per scoprire le peculiarità del proprio modo di svapare. La suite di programmi EScribe, sempre prodotta da Evolv, è il software che gestisce il collegamento ed è tuttora tra i migliori per semplicità d’uso e chiarezza.

Inoltre, l’ottima capacità di controllo delle batterie e del loro bilanciamento, assieme alla tipica gestione del menù delle impostazioni tramite pulsanti, fanno tuttora preferire a moltissimi svapatori e produttori di e-cig i sistemi DNA rispetto alla concorrenza.

Infine, ricordiamo che DNA si è imposta e tuttora si contende la posizione dominante in questo mercato soprattutto grazie alla sua notevole capacità di gestire l’erogazione della potenza e il controllo della temperatura.
 

 

Il sistema Yihi nella sigaretta elettronica

La principale concorrente di Evolv nel mercato dei processori per la sigaretta elettronica è sicuramente la cinese SX, produttrice delle e-cig SXmini e, appunto, dei chip Yihi.

Anche i sistemi Yihi si sono guadagnati la loro fama negli anni e vengono sempre montati su box elettroniche particolarmente precise e professionali, in grado di offrire allo svapatore un’esperienza elevata e appagante.
 

  • Il chip SX330/130 è uno dei più diffusi. Nonostante la dimensione relativamente abbondante e la mancanza di alcune funzioni avanzate presentate da Evolv, questo chip ha un notevole equilibrio, fatto di precisione nel TC, buon controllo della batteria e della potenza, elevata frequenza dell’aggiornamento firmware e semplicità delle impostazioni.
  • I chip SX330/340, ormai datati, sono molto importanti per la storia dello svapo: furono i primi a permettere l’utilizzo di due batterie in serie, e dunque la possibilità di erogare una potenza che all’epoca era alquanto elevata. La loro robustezza, la durabilità nel tempo, l’aggiornabilità e la facilità dei settaggi – assieme al costo ridotto, caratteristica da non sottovalutare – hanno garantito a questi sistemi una notevole diffusione.
  • Il sistema SX350 Mini fu il primo ad avere una modalità “automatica” di gestione del voltaggio, che permetteva all’utente di godere di una facilità d’uso senza pari. Il suo principale difetto, l’eccessivo consumo di batteria, si faceva perdonare grazie alla completezza delle impostazioni e alla straordinaria qualità del display, nonché alla consueta possibilità di aggiornamento.
  • Un altro sistema “storico” di Yihi fu l’SX350J, montato sulla loro prima e-cig con TC (la M-Class, una box uscita ormai anni fa ma ancora nei ricordi di molti vaper). Mantenne il problema del consumo eccessivo di batteria, ma al contempo si distinse come il sistema di TC più avanzato sul mercato, grazie al processore dual-core, con una unità di calcolo dedicata esclusivamente proprio al TC.
  • Infine, i modelli SX350J-V2 (un aggiornamento del precedente) e SX450 si distinguono per la capacità di erogazione elevatissima e ben gestita, e per la possibilità di settare le impostazioni tramite collegamento col pc.
 

I chip Yihi, insomma, sono sempre stati caratterizzati soprattutto per la loro ampia possibilità di configurazione e per il primato negli strumenti da TC. Gli ultimi modelli, come la SXMini Mi Class Pod Mod, hanno implementato per primi la connettività Bluetooth non solo verso i pc ma anche i cellulari – un enorme passo avanti verso uno “svapo 2.0”.
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L'importanza dei sistemi elettronici delle e-cig


Tutte le sigarette elettroniche possiedono un sistema interno che controlla il circuito e di conseguenza l’erogazione della corrente. Le batterie obbediscono a quanto il circuito comanda loro man mano.

Può trattarsi di un circuito “chiuso” (nel senso improprio del termine), ossia settato dal costruttore e non passibile di modificazioni da parte dell’utilizzatore, oppure di un circuito “aperto”, con cui l’utente finale può interagire tramite un display e dei comandi.

Inizialmente, i primi circuiti montati sulle e-cig permettevano solo di regolare il voltaggio, ma presto i produttori hanno implementato anche varie forme di controllo del wattaggio, ossia dell’erogazione della potenza, così da rendere il tutto molto più comodo per il vaper.

Poi, negli ultimi anni, sui display delle nostre sigarette elettroniche sono comparsi molti altri valori passibili di regola, o comunque molte possibilità di interazione con l’e-cig con conseguente modifica del sistema di svapata.

A partire dal TC (“temperature control”), o dai vari avvisi a schermo che segnalano guasti o malfunzionamenti specificandone la causa, si è passati poi a forme di gestione più complessa e accessoria, come la possibilità di collegare la e-cig al pc o allo smartphone tramite Bluetooth. Ciascuna di queste possibili modificazioni è gestita dal chip, che si è sempre più evoluto e miniaturizzato col passare del tempo.

Tutta questa tecnologia, insomma, si trova in un minuscolo sistema elettronico. E ciascuna tipologia di sistema ha le sue proprie caratteristiche, che vanno a influire sull’esperienza finale dell’utente come fruitore di un dispositivo elettronico e come appassionato di svapo.