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Cosa succede se si mette l'acqua all'interno di una sigaretta elettronica?

Che ruolo ha l’acqua nella sigaretta elettronica? Più o meno tutti hanno qualche idea in merito, ma pochi sanno rispondere con precisione.
Cosa succede se si mette l'acqua all'interno di una sigaretta elettronica?
  1. Cosa succede se si mette acqua all’interno di una sigaretta elettronica?
  2. Si può diluire il liquido della sigaretta elettronica con acqua?
  3. Quanta acqua va utilizzata negli e-liquid?
  4. Quale acqua va utilizzata negli e-liquid?
  5. Si può usare acqua per pulire la sigaretta elettronica?


Che rapporto c’è tra l’acqua e la sigaretta elettronica?
Per quanto sembri banale, è una domanda fondamentale, che non tutti si pongono.

​​​​​​​Si può mettere dell’acqua nei liquidi della e-cig? Quanta ne va utilizzata? E per la pulizia del vaporizzatore si può usare l’acqua?

Cosa succede se si mette acqua all’interno di una sigaretta elettronica?

Sulla questione “acqua e sigaretta elettronica” si potrebbe partire da una domanda di base che molti, a questo punto, potrebbero porsi: che cosa succede se si mette dell’acqua all’interno della sigaretta elettronica?

L’acqua è una delle componenti essenziali quasi di ogni cosa, dal processo macroscopico del clima fino alle piccolezze del quotidiano, come la preparazione del cibo o la pulizia della casa. Tra queste piccolezze rientra anche la sigaretta elettronica.


Qui si possono porre due assunti di base sulla questione, che eviteranno molti dubbi in seguito:

  • ogni volta che svapiamo, svapiamo anche una piccola componente di acqua, che può trovarsi nei liquidi già pronti o che possiamo addizionare noi, sia pura sia come elemento in cui è stata disciolta della nicotina;
  • il vapore della sigaretta elettronica non crea alcun problema di “acqua dei polmoni, come si suole dire, ossia di edema polmonare o versamento pleurico. Anche di fronte a questi allarmismi duri a morire, gli esperti continuano a dire che fumare la sigaretta elettronica non causa acqua nei polmoni, vuoi per il ridotto livello di acqua contenuta nel liquido, vuoi per il fatto che comunque il suo assorbimento tramite inalazione è assai limitato.

Insomma, ogni svapata contiene anche solo una minima parte di acqua, aggiunta da noi o già presente in un liquido. E non solo non accade nulla di grave a inserire dell’acqua nel tank, nel giusto quantitativo (dall’1 o 2% fino al 10% in media), ma è anzi necessario perché la svapata sia soddisfacente e l’atomizzatore funzioni a dovere.

E tutto questo, si noti, vale per ogni tipo di e-cig, dai kit alle mod.

Tuttavia, andando in giro sul web, capita d’imbattersi in chi si vanta di svapare solo acqua, pura o miscelata con degli aromi. Non ci sono prove che ciò possa essere dannoso sul lungo periodo, per noi o per il meccanismo della e-cig stessa. Eppure, anche senza uno studio che lo dimostri, alcune constatazioni potrebbero essere sufficienti a far capire che svapare solo acqua non sia una buona idea.

  • In primo luogo, bisogna considerare il fatto che l’acqua, da sola, non permette alla sigaretta elettronica di vaporizzare in maniera soddisfacente.
  • Dal punto di vista della salute e del nostro benessere fisico, poi, le quantità di vapore acqueo inalate sarebbero infinitamente superiori a quelle prodotte dallo svapo standard. Basta questo a creare problemi ai polmoni? Nessuno l’ha ancora testato in laboratorio, ma il dubbio è già sufficiente a sconsigliare questo modo di agire.
  • Quanto invece alla salute della sigaretta elettronica, il ragionamento è altrettanto semplice. Il sistema degli atomizzatori è pensato per vaporizzare non dell’acqua, ma una miscela composta in prevalenza di glicole propilenico e glicerina vegetale, in varie percentuali. Si tratta di sostanze profondamente diverse dall’acqua sul piano della composizione chimica, del punto di evaporazione e via dicendo. Non si può esser certi che impiegare il 100% di acqua laddove ne andrebbe usata, in una soluzione, una percentuale dieci volte inferiore causi problemi alla e-cig nel lungo periodo; ma, come nel caso precedente, la possibilità che ciò accada sembra un deterrente più che adeguato.

Si può diluire il liquido della sigaretta elettronica con acqua?

Come si è visto, non solo si può, ma si deve aggiungere una parte di acqua in un liquido fatto in casa, in una quantità generalmente bassa (il discorso cambia, naturalmente, se si acquista un liquido già pronto: in quel caso, non c’è alcun bisogno di diluire!).

L’acqua è una componente di grande peso per ogni e-liquid, dal vanigliato al macerato di tabacco. Infatti, costituisce uno dei tre ingredienti essenziali per la base del liquido. In gergo tecnico, la base è detta anche “VGP”, acronimo che indica appunto i tre ingredienti in questione: nell’ordine, glicerina vegetale (Vg), glicole propilenico (Pg) e acqua.

Ma a che cosa serve l’acqua della base? Il suo utilizzo risponde in realtà a più di uno scopo:

  • innanzitutto, il suo fine primario è quello di diminuire la densità e la viscosità dell’e-liquid contenuto nel tank, affinché possa essere ben assorbito dal cotone e lo svapatore possa evitare di ottenere la classica e tanto temuta “steccata”. Bisogna ricordare che tanto il glicole propilenico quanto la glicerina vegetale sono delle sostanze sì liquide, ma molto viscose, e che il cotone deve impregnarsi bene per non bruciare o danneggiare la resistenza: per questo motivo si aggiunge l’acqua;
  • poi, l’acqua è utilizzata spesso per veicolare la nicotina (che infatti si compra in un flacone a base d’acqua) o per diminuire la concentrazione di buona parte degli aromi che si possono acquistare per il fai da te;
  • e ancora, l’acqua va a influire sul punto di fumo del liquido, contribuendo a mantenere contenuti i livelli di temperatura. In questo modo si può tenere sotto controllo il calore ed evitare che il glicerolo, tramite una reazione di disidratazione al momento del consumo, produca acroleina, una sostanza tossica per l’organismo, presente anche tra quelle generate dalla combustione della sigaretta tradizionale.

Dunque, in apparenza, aggiungere acqua al liquido sembra avere solo dei vantaggi.

Perché, allora, in molti usano una base composta al 50% di glicerolo e al 50% di glicole? Per un unico, piccolo difetto “estetico”, che a quanto pare però dà noia a una certa categoria di fumatori di e-cig amanti della forma: l’aggiunta di acqua al liquido fa produrre meno vapore all’atomizzatore.

Per questo, nelle gare di cloud chasing si usano liquidi senza aggiunta di acqua, e anzi, spesso si preferisce un prodotto composto solo da glicerina (che invece aumenta di molto il vapore).

Quanta acqua va utilizzata negli e-liquid?

Aggiungere l’acqua al proprio liquido fatto in casa, insomma, sembra essere una buona idea.

Ma quanta ne va aggiunta, per l’esattezza? Ebbene, qui il gusto la fa da padrone: a seconda del diverso dosaggio (o della presenza o meno) dei tre ingredienti della base, infatti, si otterrà una resa aromatica, gustativa e “scenica” maggiore o minore; solo l’esperienza di ciascuno svapatore può stabilire quale sia la scelta migliore.

  • La combinazione standard è sicuramente quella che prevede un 10% circa di acqua (al massimo) assieme al 50% di glicole propilenico e al 40% di glicerolo. Hit, quantità di vapore, sapore e aroma risulteranno bilanciati equamente e verranno a creare un buon punto di partenza per il neofita dei liquidi fai da te.
  • Se si ricerca soprattutto l’effetto scenografico e si ama andare “a caccia di nuvole” adottando il tiro di polmone e non di guancia, occorrerà ridurre al minimo (se non eliminare) il glicole e miscelare acqua e glicerina in un rapporto di uno a quattro, più o meno.
  • Al contrario, chi non ha abbandonato la dipendenza e cerca soprattutto il piacere dell’hit nicotinico o ama sentire in bocca tutte le note di ogni aroma, potrebbe fare a meno della glicerina e aggiungere circa il 5-10% di acqua al glicole.
  • C’è, infine, chi si limita a eliminare l’acqua e a creare una base con glicole e glicerina in parti uguali. Rispetto alla prima combinazione, sia l’aroma che la mole di fumo aumenteranno, ma a scapito dell’irrorazione del cotone, e dunque in generale della normale resa tecnica dell’atomizzatore.

Vi ricordiamo anche che, nel nostro shop, potete trovare diverse offerte relative agli ingredienti per le basi di e-liquid di qualità: potreste iniziare da lì, se volete cercare la combinazione più adatta a voi, e ottenere degli ottimi risultati.
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Quale acqua va utilizzata negli e-liquid?

Se ci si chiede quanta acqua utilizzare, insomma, è questione di gusti e la risposta non può che essere soggettiva. È oggettiva, invece, se ci si domanda non quanta, ma quale acqua va utilizzata. Infatti, senza dubbio, la scelta migliore è l’acqua bidistillata, acquistabile in ogni farmacia o in qualche negozio del settore.

Questa tipologia di acqua ha in comune con quella distillata un valore ridottissimo di sali minerali o calcare (che si trovano invece nell’acqua del rubinetto, con la quale si corre il rischio di rovinare il nostro atomizzatore). Ma a differenza dell’acqua distillata è anche sicura per un utilizzo particolare come quello della sigaretta elettronica.

Si può usare acqua per pulire la sigaretta elettronica?

Dopo quest’analisi, l’ultima questione che ci si può ancora porre, sul rapporto tra acqua e sigaretta elettronica, riguarda un ambito molto delicato: la pulizia.

E ci si domanda, quindi: si può usare l’acqua per pulire la sigaretta elettronica?

La risposta, ancora una volta, è sì: si può usare l’acqua per pulire la e-cig.

L’importante è rispettare sempre, insieme, le norme dell’igiene e i consigli di sicurezza, oltre ai tempi richiesti dalla pulizia. Nella fattispecie, si può risciacquare per bene il tank sotto l’acqua corrente (una volta smontato, naturalmente, e privato della batteria!). È sufficiente avere l’accortezza di asciugarlo per bene dopo.

L’atomizzatore, invece, può essere pulito con un panno umido, magari quando, settimanalmente, si devono cambiare testine e coil. Anche in questo caso, l’importante è ricordarsi di asciugare bene prima di rimontare la sigaretta elettronica.

Ad altre parti, poi, come il drip tip, andrebbe prestata un’attenzione anche maggiore: a seconda del materiale, infatti, sul drip tip si possono formare più o meno macchie e incrostazioni di vario colore (anche in base alla purezza dell’e-liquid), che richiedono ben più della semplice acqua per venire via.