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Cosa succede se si svapa con l'atomizzatore bruciato?

Capita a volte di sentire un cattivo sapore durante la svapata. Si smonta l'e-cig e si scopre che l’atomizzatore si è bruciato! Ma che succede se si svapa con l’atomizzatore bruciato? E che bisogna fare per risolvere il problema?
Cosa succede se si svapa con l'atomizzatore bruciato?
  1. Come accorgersi che l’atomizzatore è bruciato?
  2. Cosa succede se si svapa con l’atomizzatore bruciato?
  3. Cosa si deve fare se si scopre che l’atomizzatore è bruciato?
  4. Tutte le cause del perché si può bruciare un atomizzatore
  5. Consigli di manutenzione

La parte che è più importante ma anche più fragile della sigaretta elettronica è l’atomizzatore: componente di forma e dimensioni variabili che comprende un rivestimento esterno e una testina con la propria resistenza.
È un pezzo fondamentale sia per la resa tecnica della propria e-cig, sia in generale per la resa aromatica e gustativa.

Spesso, per un errore o per sbadataggine, capita che gli svapatori si ritrovino a bruciare l’atomizzatore. Che cosa fare a questo punto? Ma soprattutto, quali sono i modi migliori per accorgersi che l’atomizzatore è bruciato?

Come accorgersi che l’atomizzatore è bruciato?

Quando si dice che l’atomizzatore è bruciato, non significa che ci sia un problema al sistema o alla tecnologia della e-cig, ai circuiti o alla batteria.

Con “atomizzatore bruciato” s’intende dire che la resistenza, e spesso tutta la testina, sono state irrimediabilmente rovinate da un eccesso di calore e vanno sostituite.

Non si tratta, dunque, di una vera e propria bruciatura dell’atomizzatore, bensì di una sua componente, anzi, della sua componente principale.

Rendersi conto del problema, in genere, non è difficile: se si svapa con una testina bruciata, un preavvertimento lo fornisce già la scarsa resa della sigaretta elettronica. Man mano che la resistenza va verso la fine del suo ciclo di vita, infatti, tende a restituire una minor quantità di vapore, e questo vapore porterà con sé aromi e sapori molto più flebili rispetto a quelli prodotti da una testina in piena salute.

Questo sintomo, tuttavia, può avere anche mille altre cause, dall’utilizzo di un nuovo liquido piuttosto delicato a un’erronea modalità di tiro da parte dello svapatore.

Per accorgersi che l’atomizzatore si è davvero bruciato, un inconfondibile sapore acre è il primo segnale

Attenzione però: non sempre, anche in questo caso, un saporaccio in bocca è indice di definitiva bruciatura della testina. A volte, non appena si avverte questo gusto sgradevole, c’è la possibilità d’intervenire senza sostituire la testina.

Molto spesso al sapore di bruciato si aggiungono altri segni inequivocabili, come il liquido che assume un colore scuro tutt’altro che invitante, o evidenti segni visivi di carbonizzazione della coil e del cotone. In un caso del genere, questa sgradevole novità nella svapata punterebbe senza dubbio in direzione dell’atomizzatore bruciato.

Ed è meglio sostituirlo subito, vedremo tra poco il perché. 

 

Cosa succede se si svapa con l’atomizzatore bruciato?

A differenza di quanto alcuni potrebbero pensare, svapare con l’atomizzatore bruciato non è solo una questione di sapore. Anche la salute potrebbe risentirne.

Secondo una ricerca di qualche anno fa, infatti, lo svapo a temperature elevate (con resistenza a 1,6-1,8 Ohm ed energia totale di 14-16 Watt), che inevitabilmente rovina la resistenza bruciando l’atomizzatore, produce un notevole quantitativo di formaldeide. E la formaldeide, se va a finire in gola e poi nei polmoni, è inequivocabilmente tossica per il nostro corpo (è una delle sostanze nocive presenti, tra l’altro, anche nelle sigarette tradizionali).

Un problema, questo, che non si presenta se si svapa in maniera normale e responsabile. Ciò significa che non è bene svapare con l’atomizzatore bruciato, sia per una questione di resa complessiva che per un motivo di salute: meglio smettere subito, per sicurezza.

Come ogni componente dell’e-cig, anche l’atomizzatore ha una sua durata: giunto al livello massimo di questa durata, va sostituito.

Cosa si deve fare se si scopre che l’atomizzatore è bruciato?

La testina dell’atomizzatore corre il rischio di bruciarsi o per incuria dello svapatore o perché, semplicemente, è giunta la fine naturale della sua vita. In entrambi i casi, è giunto il momento di rigenerare.

Non appena si avverte un sapore di bruciato, è bene smontare la propria sigaretta elettronica, e controllare lo stato delle resistenze e del cotone. In genere, basta poco per rendersi conto della loro condizione.

Una patina leggermente più scura sulla coil o sullo spazio circostante può essere accettabile – potrebbe anche trattarsi di un residuo del liquido svapato, se si fa uso per esempio di e-liquid con aromi organici o che contengono dei coloranti. Anche la nicotina, se presente nel liquido che si svapa, può contribuire a macchiare la superficie della resistenza (come anche del serbatoio in cui il liquido è contenuto, del resto).

Se si tratta però di un vero e proprio strato nero, non ci possono essere dubbi: l’atomizzatore si è bruciato. Per evitare gli sgradevoli problemi già menzionati – sul duplice versante del piacere della svapata e dell’impatto sulla salute del vaper – bisogna intervenire subito con una procedura di rigenerazione.

Quindi, se si scopre che l’atomizzatore è bruciato, bisogna cambiare la resistenza.

A seconda del tipo e del modello di e-cig (soprattutto, in base al fatto che si tratti di una sigaretta elettronica rigenerabile o non rigenerabile), durante il processo si dovrà o cambiare tutta la testina, o sostituire coil e cotone. Sempre sulla base del modello della propria e-cig, potrebbe essere opportuno pulire per bene anche il tank, o le componenti che entrano a contatto con la testina dell’atom, e fargli prendere un po’ d’aria.
 

Tutte le cause del perché si può bruciare un atomizzatore

Bisogna chiedersi per quale motivo l’atomizzatore si è bruciato. A seconda del caso (e talvolta dei modelli di sigaretta elettronica), si hanno diverse soluzioni.

Se si tratta soltanto del fatto che la testina è arrivata alla fine del suo ciclo, allora è sufficiente cambiarla. Se era stata sostituita da poco tempo, invece, lo svapatore farebbe bene a domandarsi se non ci sia stato, inavvertitamente, un problema causato da lui stesso in fase di svapata.

Per esempio, si può sentire il bruciato se non arriva abbastanza liquido alla resistenza e quindi al cotone. In questo caso, allora, potrebbe esser sufficiente diminuire leggermente la densità del liquido (aggiungendo il 5-10% d’acqua), oppure abbassare la potenza della sigaretta elettronica. Anche fare dei tiri meno ravvicinati potrebbe aiutare: ogni e-cig (e ogni resistenza) richiede un certo rispetto dei suoi tempi, per così dire.

Oppure, ancora, può accadere di sentire del bruciato se, per inesperienza o disattenzione, si è cambiato il cotone usato mentre la resistenza era ancora calda, oppure qualora – ipotesi peggiore… – sia stato effettuato un dry burn con il cotone inserito. In quel caso, potrebbe esser sufficiente cambiare un’altra volta il cotone per ripristinare il normale funzionamento del prodotto, senza necessità di passare per un cambiamento della resistenza.

Può essere anche una questione di temperatura eccessiva, che allora andrebbe abbassata di qualche grado. Oppure, potrebbe trattarsi di un errore di inizializzazione di una nuova coil: occorrerebbe quindi dare più tempo al cotone, se appena inserito, di assorbire per bene il liquido, prima di iniziare ad accendere le resistenze.

Anche la bruciatura di un atomizzatore, insomma, non è soltanto un male: lo svapatore può trarre da questa brutta esperienza qualche utile insegnamento per curare al meglio il buon funzionamento della propria sigaretta elettronica, ottenendo col tempo dei migliori risultati.

Consigli di manutenzione

Ci sono moltissimi errori che un principiante può commettere alle sue prime esperienze con la sigaretta elettronica, o sbagli in cui anche lo svapatore più navigato può incorrere, per fretta o trascuratezza. La maggior parte degli errori riguarda probabilmente la buona conservazione della propria e-cig.

Com’è ben noto, la manutenzione della sigaretta elettronica comporta dei passaggi, talvolta assai delicati, da seguire con scrupolo, per garantire sempre un ottimo risultato in fase di svapata.

Ci sono in giro troppi svapatori che utilizzano la medesima testina (o la medesima resistenza) per settimane, ignorando tutti i consigli di una buona manutenzione. In genere, chi agisce in modo simile è guidato dall’inesperienza o da una considerazione economica (si sa che alcune testine di ricambio possono avere un costo da non sottovalutare, se acquistate spesso).

Come si è visto, però, trascurare le regole standard della rigenerazione comporta degli svantaggi notevoli, sia sotto il profilo della salute che del godimento in fumata. La trascuratezza, quali che ne siano le ragioni, è sempre una cattiva consigliera in fatto di svapo! Anche se il consumo di alcune componenti è piuttosto rapido, e richiede quindi un ricambio frequente e una spesa più o meno superiore a quella preventivata, almeno su questo non vale la pena di fare economia.

È una buona pratica, allora, tenere sempre con sé un kit per la rigenerazione di qualità, completo di accessori dei migliori materiali, per mezzo dei quali poter risolvere qualsiasi problema possa presentarsi con la sigaretta elettronica. Inoltre, non è una cattiva idea tenere di scorta qualche componente più comune e più usurabile, per esempio le batterie o i cavi per la ricarica.

Ma nel caso specifico dell’atomizzatore bruciato, invece, che cosa prevedono le buone norme di mantenimento della e-cig? Ebbene, occorre naturalmente munirsi di testine e resistenze di ricambio del modello giusto: è sempre bene portarsi dietro delle coil sostitutive, per farsi trovare preparati e potersi sempre godere le proprie svapate!
Leggi anche quando cambiare l'atomizzatore della sigaretta elettronica per una corretta manutenzione della tua ecig.
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