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La sigaretta elettronica attiva i rilevatori di fumo?

Cosa succede ai rilevatori di fumo in presenza del vapore della e-cig?
La sigaretta elettronica attiva i rilevatori di fumo?
  1. Rilevatori di fumo e sigaretta elettronica
  2. Rivelatori di fumo ottici
  3. Rilevatori di fumo a ionizzazione
  4. Altre tipologie di rilevatori di fumo
 

Spesso e volentieri alcuni edifici sono muniti di rilevatori di fumo per prevenire gli incendi. Anche nei casi in cui lo svapo sia ammesso, all’interno dello specifico spazio, il vaper si potrebbe porre un dubbio più che legittimo: fumare la sigaretta elettronica attiva i rilevatori di fumo? Cerchiamo di rispondere a questo interrogativo.


Rilevatori di fumo e sigaretta elettronica

Lo scopo dei rilevatori di fumo è individuare un eventuale principio d’incendio e, di conseguenza, far scattare gli appositi allarmi.

Per fare ciò, però, il dispositivo deve – lo dice il nome stesso – riconoscere la presenza del fumo all’interno di un dato ambiente o, meglio, del proprio raggio d’azione. La sigaretta elettronica non produce fumo, ma vapore. Questo è costituito esclusivamente da una sostanza che ha raggiunto la temperatura di evaporazione ed è passata dallo stato liquido a quello gassoso. Di fronte a questa differenza a livello fisico – oltre che, naturalmente, chimico – dovremmo dunque affermare che svapare in presenza di un rilevatore di fumo non attiva quest'ultimo.

Tuttavia non è così. Nessun rilevatore di fumo sa rendersi conto in modo corretto della composizione chimica o fisica di una sostanza. Per questo, alcune tecnologie di rilevazione, che si basano su alcune caratteristiche comuni al fumo e al vapore, potrebbero confonderli e scambiare l’uno per l’altro.

Per sapere se la nostra e-cig attiverà o meno gli allarmi antincendio, occorre innanzitutto capire di che tipo di rilevatori di fumo si tratta. Non ne esiste, infatti, un solo modello e un solo genere. Quindi dobbiamo sapere con precisione la tipologia di rilevatore di fumo con cui abbiamo a che fare, per evitare di farlo scattare con le nostre sigarette elettroniche.

Ecco le varie tipologie.

Rilevatori di fumo ottici

I rilevatori di fumo ottici sono quelli che, come suggerisce il nome, si attivano a causa di una variazione “ottica” prodotta dal fumo, ossia da generali modificazioni della luce all’interno del rilevatore stesso. Sono tra i modelli più diffusi per il loro costo ridotto.

I rilevatori di fumo puntiformi foto-ottici a diffusione

In genere se all'interno di un rilevatore di fumo ottico entra il vapore di una e-cig non accade nulla.

I rilevatori di fumo ottici si basano su un preciso fenomeno fisico legato alla diffusione della luce, denominato “effetto Tyndall”, che dipende dalla presenza di particelle sospese in un elemento attraversato da un fascio di luce.

All’interno di questo tipo di rilevatori, infatti, sono presenti due elementi distinti: un ricevitore di luce e un trasmettitore di luce. In mezzo ai due si trova una componente opaca, che impedisce che il ricevitore percepisca la luce emessa dal trasmettitore.

Se, però, nel rilevatore entra del fumo, le particelle presenti in esso rifletteranno la luce, che così raggiungerà il ricevitore. A questo punto, il dispositivo elettronico che ha il controllo del ricevitore darà il segnale che farà partire l’allarme antincendio.

Il vapore, a differenza del fumo, non è composto in prevalenza di particelle solide, che potrebbero riflettere la luce. Di conseguenza, in linea teorica, non dovrebbero esserci problemi.

Ad alcuni modelli meno recenti o più sensibili, però, potrebbe bastare molto poco per attivarsi in presenza di un falso positivo. Talvolta, anche delle microparticelle contenute nel vapore potrebbero farci correre qualche rischio.

I rilevatori di fumo fotoelettrici

Nel caso in cui entri una determinata quantità di vapore all’interno di un rilevatore di fumo fotoelettrico, invece, è ragionevole che l’allarme scatti.

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I rilevatori fotoelettrici hanno un principio di funzionamento simile ai rilevatori ottici, ma un po' più rudimentale e più semplice da comprendere. In questo caso, la luce tra trasmettitore e ricevitore non è interrotta in condizioni normali: quando nel sistema entra del fumo, il fascio di luce si interrompe e così il circuito elettronico fa scattare l’allarme.

Vien da sé che questo tipo di rilevatore di fumo, che peraltro è molto diffuso, è quello che più facilmente potrebbe attivarsi in presenza del vapore della e-cig. Se, infatti, la mole di vapore emessa è particolarmente abbondante (magari perché si usa un liquido con molta glicerina in base), è piuttosto facile formare la caratteristica “nebbia” nella stanza in cui ci troviamo. Il fatto che ai nostri occhi questo fenomeno ricordi la nebbia vera e propria è abbastanza indicativo: significa che la sua presenza basta a ostacolare il passaggio della luce.

Certo, la probabilità che ciò accada con del fumo vero e proprio è molto più alta, ma è comunque possibile che avvenga anche con il vapore.

Rilevatori di fumo a ionizzazione

Con i rilevatori a ionizzazione, le particelle del vapore della sigaretta elettronica non dovrebbero far scattare l'allarme.

I dispositivi a ionizzazione rientrano tra le tecnologie più precise e moderne in fatto di rilevatori di fumo: grazie ad essi è possibile individuare anche quei tipi di fumo che un rilevatore ottico non percepisce, come ad esempio il fumo invisibile derivante dalla combustione dell’alcool etilico.

Questo rilevatore di fumo è composto di due placche che fungono da elettrodi, distaccate tra di loro, in mezzo alle quali viene posto un elemento radioattivo, tipicamente l’americio. Quest’ultimo ionizzerà lo spazio immediatamente circostante, così da far scorrere un leggero e costante flusso di corrente non in un cavo, ma nell’aria tra i due componenti.

Se nel rilevatore a ionizzazione entra del fumo, di qualsiasi genere esso sia, le particelle alfa radioattive che ionizzavano l’aria vengono assorbite dal fumo, e in funzione di ciò la corrente tende a calare. I sensori elettronici del rilevatore fanno il resto, percependo la diminuzione e attivando l’allarme.

Anche se in linea teorica questi dispositivi non dovrebbero far scattare l'allarme, per avere un’assoluta certezza è bene che i fumatori usino una certa cautela, evitando di esagerare con lo svapo in presenza di questo tipo di rilevatori di fumo.

Altre tipologie di rilevatori di fumo

Per finire, elenchiamo rapidamente le altre tipologie, meno diffuse, di rilevatori di fumo.

  • Rilevatore di temperatura.
    Né il vapore della sigaretta elettronica né il fumo di sigaretta potrebbero farlo scattare, ma occorrerebbe un incendio vero e proprio. È infatti un altro genere di sensore, che trova un utilizzo specialmente nelle cucine: ciò che misura è il livello di calore in un dato ambiente e si attiva solo oltre una certa soglia.
  • Rilevatore a campionamento.
    In questo caso, il vapore della sigaretta elettronica non dovrebbe creare problemi, ma la sicurezza non è assoluta, per cui è comunque sconsigliabile utilizzare la sigaretta elettronica. È un tipo di rilevatore utilizzato presso ambienti di lavoro delicati e dov’è alta la possibilità di cortocircuiti, grazie alle sue notevoli sensibilità e sicurezza. Infatti, questo dispositivo aspira piccoli campioni d’aria con delle ventole, ed effettua un rapido test su ciascun campione in cerca di fumo.
  • Rilevatore di fiamma.
    Posto di solito in locali ad alto rischio, il rilevatore di fiamma si attiva in presenza delle radiazioni termiche infrarosse emesse dal fuoco. Dunque, nessun pericolo di farlo scattare col vapore, ma – come nel caso precedente – in genere è vietato svapare nei luoghi in cui viene installato un rilevatore di fiamma.