Cartomizzatore: cos'è e cosa sapere
  1. Cos'è il cartomizzatore
  2. Cos'è il cleromizzatore
  3. Cosa sapere su questi due termini
  4. Inizializzazione dell’atomizzatore
  5. Come pulire il cartomizzatore
 

Cos'è il cartomizzatore

Il cartomizzatore lo si può intendere come una cartuccia a cui è stata incorporata la coil di un atomizzatore.

Il suo nome deriva proprio dall’insieme di questi due elementi, cartuccia e atomizzatore. La sua particolarità sta nell’essere in grado di vaporizzare il liquido che contiene nella cartuccia. La quantità di liquido, tuttavia è abbastanza bassa.

Il cartomizzatore è formato da un cilindro metallico, di diversi colori, ma i più diffusi sono nero e acciaio.

L’atomizzatore è a contatto diretto con un materiale spugnoso, fatto con una specie di lanetta (solitamente lana di perlon, ma anche altri materiali) che ha il compito di rilasciare costantemente e progressivamente il liquido fino a quando questo non si esaurisce.


Come tutti i sistemi di vaporizzazione, anche il cartomizzatore entra in funzione grazie alla spinta di una batteria che riscalda la resistenza. Il vapore del cartomizzatore è abbastanza caldo e la cartuccia può essere rigenerata più volte prima di dover cambiare il cartomizzatore. Il grande vantaggio di questo sistema è la sua semplicità d’uso.

La quantità di liquido contenuto nella cartuccia dovrebbe essere sufficiente per essere svapata nell’arco di un’intera giornata, tuttavia i vapers più esigenti possono munirsi di cartomizzatori che possono montare un tank, per prolungare il periodo di durata del proprio dispositivo.

Mediante il serbatoio aggiuntivo, attraverso dei fori presenti sul tank, il liquido sgocciola nel cartomizzatore, continuando a mantenere inumidita la lanetta posta al suo interno.


La resa aromatica del cartomizzatore è tra le migliori offerte dai vari prodotti, tuttavia, nonostante queste ottime qualità, un fattore non trascurabile sta nel costo non molto economico di kit di questo genere e nel prezzo dei ricambi.

I cartomizzatori hanno tutti un attacco 510, a meno che non siano mega cartom che hanno l’attacco eGo.

Cartomizzatore​​​​​​​

Cos'è il cleromizzatore

Le differenze tra un cartomizzatore e un cleromizzatore sono molte, ma principalmente consistono nel modo in cui il liquido viene portato alle resistenze e il posizionamento delle stesse nell’atomizzatore.

Il cleromizzatore è dotato di un wick, nome con cui si identifica lo stoppino che ha il compito di portare il liquido alle resistenze. Tutto il meccanismo è contenuto in un contenitore di plastica in cui si versa anche il liquido.

Il wick, si impregna del liquido presente nell’involucro e lo porta verso l’alto, dove sono posizionate le resistenze.

Il materiale con cui è fatto il wick può essere differente da atomizzatore ad atomizzatore: può essere fatto sia in fibra di vetro sia in mesh, ossia una maglia di acciaio molto sottile che funge anche da filtro, oltre che svolgere il compito di portare il liquido alle resistenze.
 

L’involucro del cleromizzatore è trasparente e questa è proprio la caratteristica che ha permesso di dare il nome a questo particolare tipo di atomizzatore. In inglese il nome dell'atom è clearomizer: la prima parte del nome deriva dal termine clear che identifica qualcosa di limpido, trasparente e pulito. La caratteristica della trasparenza, è molto utile per tenere sotto controllo il livello del liquido in modo da effettuare la ricarica prima di rimanere a secco.

Il cleromizzatore è un sistema molto economico per svapare e con un vapore tra i più caldi; inoltre, gli estimatori considerano l’hit in gola del cleromizzatore molto pregiato: la vaporizzazione è molto decisa, calda e intensa.

I fattori negativi di questo tipo di atomizzatore possono essere una resa aromatica piuttosto bassa e un retrogusto di plastica durante la fase di rodaggio.
 


Cosa sapere su questi due termini

Chi è nel mondo delle sigarette elettroniche, o si sta approcciando ad esso, sente molto comunemente parlare di cleromizzatori e cartomizzatori.

È frequente che questi termini vengano utilizzati in modo non molto appropriato e scambiati uno con l’altro. È invece molto importante conoscere le differenze tra uno e l’altro sistema per comprendere meglio lo svapo, soprattutto quando si cerca un prodotto in grado di sostituire la normale sigaretta.

Acquisendo importanti informazioni sulle basi dello svapo e sulle categorie in vendita online, potrete scegliere di utilizzare i modelli più adeguati alle vostre esigenze ed evitare acquisti sbagliati. L’informazione è necessaria sia per l’acquisto di un kit iniziale sia per scegliere tra i prodotti disponibili quelli adeguati per la manutenzione del proprio dispositivo. In questo modo, che siate fumatori di tabacco o meno, avrete la garanzia di iniziare a svapare con la tecnologia di e-cig più adatta alle vostre necessità.


Quando parliamo di cleromizzatori e cartomizzatori, stiamo parlando, prima di tutto, di vaporizzatori.


Il vaporizzatore è quella parte della sigaretta elettronica che vaporizza il liquido, un insieme di glicole propilenico e glicerolo (glicerina vegetale), ai quali vengono aggiunti acqua demineralizzata, aromi e nicotina, in proporzioni variabili e in quantitativi differenti a seconda del proprio modello.

Cleromizzatori o cartomizzatori sono tutti atomizzatori.

 

 

Atomizzatore è il nome generico che si usa per indicare tutti i diversi sistemi per svapare. Quindi tutti gli atomizzatori svolgono la funzione di trasformare l’e-liquid in vapore sfruttando le alte temperature raggiunte dalla resistenza.

Inizializzare atomizzatore​​​​​​​

Inizializzazione dell’atomizzatore

Per funzionare bene, il cartomizzatore deve essere ben impregnato di liquido, pertanto va inizializzato.


Per inizializzarlo ci sono due metodi.

Primo metodo

  • Avvitate l’atom sulla batteria
  • Versate delle gocce di liquido direttamente al suo interno in modo da farle arrivare a contatto con l’atomizzatore.
  • Attivate la batteria premendo il pulsante per due secondi e poi attendete un po’ per permettere al liquido di assestarsi.
  • Ripetete nuovamente il procedimento.
  • Dopo aver atteso il tempo di assestamento, provate a svapare e qui entrano in gioco i propri sensi: se il sapore del fumo prodotto dalla svapata risulta ancora sgradevole o se si sente un odore particolare, ripetete nuovamente l’operazione delle gocce di liquido.
  • Una volta che l’atomizzatore sarà ben inizializzato potrete svapare rimanendo nuovamente soddisfatti della resa aromatica e dell’hit in gola.


Secondo metodo

  • Immergetelo completamente in una boccetta di liquido base. L’atom va lasciato in ammollo nel liquido per qualche ora. Ci sono vapers che li lasciano in ammollo per tempi indefiniti fino a quando non hanno il bisogno di usarli.
  • Una volta ripreso il cartomizzatore dal liquido, pulitelo con un foglio di carta assorbente e procedete a rimontare tutti i pezzi.


Il rodaggio andrebbe fatto non solo quando il cartomizzatore inizia a fare i capricci, e quindi deve essere pulito, ma anche appena comprato per eliminare quella patina che caratterizza i prodotti nuovi.

Queste operazioni potete ripeterle più volte e, quando il cartomizzatore è pulito, doreste essere in grado di recuperare il 50% del suo potenziale. Tuttavia, il cartomizzatore ha una certa durata, quindi capiterà che prima o poi la pulizia non sarà più sufficiente per ripristinare il suo funzionamento. In questo caso sarà d’obbligo sostituirlo con uno nuovo.
 

Come pulire il cartomizzatore

Torniamo al nostro oggetto principale: il cartomizzatore.

Spesso un vaper, per abbattere un po’ i costi delle parti consumabili dell'e-cig, ha l'abitudine di pulire frequentemente il cartomizzatore: l'attenzione a questi dettagli allunga il tempo di utilizzo dei dispositivi.


La pulizia di un cartomizzatore può essere effettuata anche per eliminare i liquidi dal suo interno o per inizializzare l’atomizzatore con lo scopo di evitare l’odore e il retrogusto di plastica che alcuni presentano nei primi utilizzi.

Generalmente, quando si carica un nuovo gusto del liquido nell’atomizzatore, le prime svapate hanno un sapore misto, che nel giro di una decina di tiri scompare del tutto. Alcuni e-liquid, invece, sono molto persistenti e il loro odore e sapore rimane impregnato nel cartomizzatore nel tempo. Ci sono fumatori a cui il cocktail di gusti piace, e quindi non si pongono il problema, e altri che sono, invece, infastiditi dai sapori misti.

Se non si vogliono acquistare più cartomizzatori, quando si vuole cambiare il liquido, oppure quando si sente che il sapore non è più gradevole e sa leggermente di bruciato o provoca la sensazione di un retrogusto ferroso, o ancora quando l’hit in gola non è più soddisfacente, è arrivato il momento di effettuare una bella pulizia dell'atomizzatore.


La pulizia si fa con semplice acqua; tuttavia, il tipo di pulizia dipende dal liquido che utilizziamo: i liquidi chiamati tabaccosi o quelli organici sono molto persistenti e spesso una pulizia superficiale non basta per eliminarli completamente dal cartomizzatore. Pertanto, se usate queste tipologie di liquido, è consigliato usare il secondo metodo che vi spiegheremo in questa guida.


​​​​​​​Primo metodo

  • Innanzitutto, dovete togliere e pulire la batteria con un po’ di carta assorbente per eliminare i possibili residui di condensa.
  • Svitate il drip tip e sciacquatelo sotto acqua corrente, asciugate accuratamente. La pulizia del drip tip si dovrebbe effettuare ogni giorno, mentre quella della batteria ogni volta che si toglie l’atomizzatore per metterla in carica. Se la batteria montata sull’atomizzatore è bagnata di condensa può non funzionare correttamente.
  • Una volta preso il cartomizzatore (eventualmente tolto dal suo tank), con l'aiuto di un ferretto, togliete il tappo bianco in silicone infilando il ferretto nel buco centrale. Questo tappo si trova dalla parte opposta di dove va avvitata la batteria. Il tappino va messo in ammollo in un contenitore con dell’acqua e, nello stesso contenitore, potete mettere in ammollo anche l’eventuale tank.
  • Il cartomizzatore, invece, va sciacquato sotto l’acqua corrente tiepida per circa un minuto. In questo modo, l’afflusso dell’acqua permetterà di togliere anche il più piccolo residuo di liquido ed eliminerà eventuali incrostazioni formatesi all’interno.
  • Dopo aver risciacquato l’atom, avvicinatelo alle labbra e soffiate molto forte. Si deve soffiare dal lato dove avete tolto il tappino per far uscire l’acqua dalla parte opposta. Continuate a soffiare fino a quando tutta l’acqua trattenuta dalla lanetta sarà uscita dal cartomizzatore.
  • Procuratevi un tovagliolo di carta assorbente e asciugate bene il cartomizzatore. Prendetene un altro asciutto e appoggiatelo sul lato in cui si avvita la batteria e soffiate nuovamente. Questo vi permetterà di vedere se effettivamente si è asciugato o se c’è ancora acqua da espellere.
  • Sempre con della carta assorbente asciugate e pulite bene il tank.


Secondo metodo

Consigliato quando si usano liquidi persistenti come quelli tabaccosi.

  • Togliete i tappi di silicone che chiudono il cartomizzatore e conservateli in un recipiente pieno d’acqua.
  • Mettete il cartomizzatore in un pentolino con acqua pulita e ponetelo sul fuoco a bollire per una quindicina di minuti. Noterete che con il calore si scioglieranno tutti i residui rimasti all’interno del cartomizzatore, specialmente quelli di colore giallognolo dovuti all’utilizzo di liquidi non limpidi. Infatti, alcuni possono avere un colore più scuro dovuto alle essenze utilizzate, specialmente quelle con l’aroma di tabacco.
  • Passato il tempo, togliete il cartomizzatore dall’acqua e sciacquatelo sotto l’acqua corrente, poi ripetete l’operazione di bollitura. Se durante la seconda bollitura l’acqua rimarrà pulita, potete proseguire con la pulizia del cartomizzatore, altrimenti sciacquate nuovamente tutto e ripetete ancora con acqua pulita. Continuate in questo modo fino a quando l’acqua dopo la bollitura sarà limpida.
  • A questo punto, dopo aver sciacquato l’atomizzatore sotto l’acqua fredda, soffiate dentro, come spiegato nel primo metodo, per eliminare l’eccesso d’acqua.
  • Una volta eliminata l’acqua in eccesso, mettete l’atomizzatore ad asciugare, appoggiandolo su un foglio di carta assorbente con l’apertura del tappo di silicone rivolta verso il basso, in modo da far uscire qualsiasi residuo d’acqua.
  • Dopo un paio di giorni, l’atomizzatore sarà completamente asciutto.
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