Cos'è la sigaretta elettronica Juul
  1. La sigaretta elettronica Juul
  2. Differenza con la sigaretta elettronica tradizionale
  3. Cosa sono le Juul Pods
  4. Marketing e mercato della Juul
  5. La sigaretta elettronica Juul fa male?
Si potrebbe pensare che la sigaretta elettronica sia grossomodo la stessa in tutto il mondo e per questo uno sguardo al mercato americano potrebbe lasciare un po’ spiazzati.

Negli Stati Uniti, un solo produttore con un solo modello di sigaretta elettronica detiene un netto monopolio del mercato. Stiamo parlando della celebre e-cig Juul, di cui in tempi recenti si sente parlare sempre più anche in Europa.

Come mai una sola sigaretta elettronica è arrivata a controllare tutto il mercato USA? Che cos’è la Juul, e in cosa differisce dalle e-cig cui siamo tutti abituati?

La sigaretta elettronica Juul

La sigaretta elettronica Juul nasce da un’idea di Adam Bowen e dell’amico James Monsess, fondatori di Juul Labs, la startup che ha dato vita all’intero progetto.

I due, da fumatori incalliti che erano, nel 2015 hanno iniziato a immaginare una tecnologia per sigarette elettroniche che potesse aiutare più persone possibile a smettere di fumare.

Perché ciò potesse avvenire, la nuova e-cig avrebbe dovuto risultare particolarmente appetibile al grande pubblico. Da ciò, appunto, le caratteristiche essenziali che hanno reso la Juul così popolare:

  • la sua estrema semplicità d’uso,
  • l’unico modello in commercio,
  • la possibilità di scelta ridotta,
  • la mancanza assoluta di manutenzione.

Differenza con la sigaretta elettronica tradizionale

A vedere una Juul neanche sembra una sigaretta elettronica: alla vista parrebbe piuttosto una chiavetta USB, non soltanto per forma e dimensioni (un piccolo parallelepipedo lungo circa 9 cm e largo 1,5 cm), ma anche per il peso.

Il suo design è ciò che viene definito “minimale”. Del tutto diversa da una e-cig tradizionale, la Juul non mostra divisioni tra batterie, atomizzatori, drip tip e via discorrendo, a meno che non la si voglia smontare, ovviamente.

Con la Juul non c’è bisogno di fare manutenzione come con ogni altro vaporizzatore. Semplicemente, basta cambiare le cartucce una volta che sono esaurite. Dunque non sarà necessario districarsi tra le mille informazioni che richiedono allo svapatore classico una lunga attenzione e una certa conoscenza. Per la Juul non si può scegliere un filo resistivo anziché un altro, cambiare l’atomizzatore, o prepararsi un liquido in casa.

In apparenza, questa mancata possibilità di personalizzazione sembrerebbe un difetto, ma la Juul ha fatto di questo un punto di forza e una scelta di marketing ben precisa.

Tant’è che la semplicità della Juul è stata la chiave del suo successo, e le ha fatto guadagnare  migliaia e migliaia di utilizzatori.

Niente accessori, al di fuori di una basetta USB per la ricarica e delle cartucce, e niente manutenzione: anche molti svapatori nostrani cominciano a cedere a queste comodità!


Cosa sono le Juul Pods

Se con la sigaretta elettronica solita si possono creare combinazioni di aromi sempre nuove, con Juul si hanno le cosiddette Juul Pods.

Si tratta di cartucce proprietarie pronte all’uso, già pre-riempite di liquido: queste piccole ricariche vanno semplicemente inserite nel dispositivo e possono essere adoperate subito; poi, quando il liquido presente nella cartuccia sarà terminato, la pod andrà buttata e sostituita con una nuova per continuare a svapare.

Finora sono state lanciate sul mercato Juul Pod in quattro varianti di gusto (menta, crema, tabacco virginia e mango), disponibili con un quantitativo fisso di nicotina. Il mercato, però, è sempre in evoluzione e non è da escludere che in futuro la gamma di gusti si amplifichi e che la dose di nicotina sia personalizzabile!

Marketing e mercato della sigaretta elettronica Juul

La popolarità della Juul in America ha portato a creare un nuovo termine, che si è affiancato al più comune “vaping”: lo “juuling”, ossia appunto la pratica di svapare con la Juul.

Lo juuling ha conquistato circa il 70% dei vaper statunitensi ed è diventato un fenomeno sociale da non sottovalutare. Come recitano alcune delle pubblicità della compagnia, ormai fumare la Juul è diventato “cool” per la cultura americana.

Proprio grazie alle sue peculiari campagne di marketing, Juul Labs è divenuta famosa e famigerata in America. Nel giro di tre anni ha visto crescere la sua popolarità con ritmi del 600-700% annuo, fino a raggiungere, alla fine del 2018, il 70% del market share della sigaretta elettronica in USA​​​​​​.

La sigaretta elettronica Juul fa male?

Chiariamo subito una cosa: la Juul è, in tutto e per tutto, una sigaretta elettronica uguale alle altre. Nonostante molteplici studi, nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato che la pratica dello svapo, in sé, abbia effetti nocivi per la salute, o che le sigarette elettroniche siano dannose tout court.

Ci sono solo due aspetti della Juul che la differenziano dalle e-cig classiche, legati alla nicotina.

1) Quantitativo di nicotina

Ogni tipologia di sigaretta ha una certa quantità di nicotina, che si aggira attorno agli 0,6-0,8 mg per ciascuna. Quindi, le quantità di nicotina che si assumono svapando la Juul, sono un po' più alte rispetto alla quantità contenuta nelle e-cig tradizionali.

Tuttavia, sul mercato europeo, per una legge comunitaria, la nicotina contenuta nelle ricariche della Juul può essere al massimo di 20 mg.

2) Sali di nicotina

La Juul veicola la nicotina in un modo diverso da quello delle e-cig classiche. Le ricariche della Juul, infatti, utilizzano la cosiddetta nicotina salina, meglio nota col nome di "sali di nicotina".

Svapando un liquido con nicotina salina non si avverte il colpo in gola e questo potrebbe portare a non rendersi conto immediatamente di assorbire più nicotina rispetto alle sigarette elettroniche tradizionali.

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