Tabagismo e rischio cardiovascolare: perché combatterlo
  1. Tabagismo e rischio cardiovascolare: dati statistici
  2. Perché il fumo causa patologie cardiovascolari
  3. Patologie cardiovascolari dovute al tabagismo
  4. Sigaretta elettronica e rischio cardiovascolare
 

È ormai noto a tutti che il fumo fa male e accorcia la vita. Eppure, nonostante sia in crescita il numero di persone che smette di fumare, la quantità complessiva di fumatori ha ancora proporzioni notevoli: è dunque necessario che l’opera di sensibilizzazione sia più approfondita e precisa.

In quest’ottica, ci concentreremo qui sui legami tra il tabagismo e il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. Inoltre, cercheremo di fare luce su un tema oggi molto dibattuto, ovvero il legame tra la e-cig e il rischio cardiovascolare.
 

Tabagismo e rischio cardiovascolare: dati statistici

Secondo il Ministero della Sanità, solo nel nostro Paese le morti causate dal fumo sono ogni anno tra 70.000 e 83.000, di cui circa un migliaio a causa del fumo passivo.

Inoltre, stando ai più recenti dati delle rilevazioni ISTAT, le malattie cardiovascolari o di natura vascolare e cerebrale sono la principale causa di mortalità tra la popolazione italiana. Ogni anno si registrano almeno 110.000 decessi di pazienti che soffrivano di queste patologie, senza distinzione di sesso, e soprattutto in età avanzata.

Incrociando questi dati statistici, molti studi hanno evidenziato che i fumatori hanno da due a quattro volte più probabilità di soffrire di una malattia cardiovascolare rispetto ai non fumatori. Di tutti i casi di morte legati a patologie del cuore o delle arterie, almeno uno su cinque è legato al consumo del tabacco.

L’intero mondo scientifico è più che concorde nell’affermare che, oltre ai problemi che conducono alla morte, anche molte altre manifestazioni cliniche legate al sistema cardiovascolare dipendono in buona misura dall’abitudine del tabagismo. Ogni sigaretta fumata contribuisce a deteriorare in maniera lenta e cronica tutte le funzionalità del nostro cuore e del nostro sangue.
 

Perché il fumo causa patologie cardiovascolari

Anche se il tabagismo è tra i principali fattori di rischio nello sviluppo di patologie a carico del sistema cardiovascolare, pochi sanno davvero quali siano i meccanismi causati dal fumo che aumentano questo rischio.

Inizialmente, negli anni ’60, non appena le ricerche dimostrarono il nesso tra tabagismo e danni all’apparato cardiovascolare, pareva che l’unica indiziata di peso fosse la nicotina. La nicotina causa molteplici effetti sull’uomo, dalla stimolazione del rilascio di dopamina e altri neurotrasmettitori fino a effetti secondari sull’apparato digerente.

I successivi studi nel campo della medicina, che sono proseguiti fino a questo periodo e non accennano a diminuire, hanno dimostrato che il tabagismo influisce anche in altri modi sulla genesi di queste malattie. Nello specifico, sembra che il monossido di carbonio sia il primo responsabile.

Il monossido di carbonio (CO) è, in sostanza, un gas velenoso prodotto da vari tipi di combustione, inclusa quella del tabacco. Ogni fumatore di sigarette ne inala ogni giorno una grande quantità, e questa sostanza si sostituisce all’ossigeno trasportato dai globuli rossi. Da ciò dipende una sorta di ispessimento del sangue, di conseguenza il cuore sarà sottoposto a uno stress da ipertensione arteriosa e a un precoce deterioramento.

Infine, occorre tener conto anche dei molteplici altri sottoprodotti della combustione del tabacco, tra cui particolati e ossidanti chimici. Sulla base di un gran numero di meccanismi molecolari, queste sostanze avrebbero un effetto infiammatorio, responsabile di svariate disfunzioni a livello di attività piastrinica e costituzione delle pareti cellulari.
 


Patologie cardiovascolari dovute al tabagismo

Molti potrebbero chiedersi nello specifico quali siano le malattie cardiovascolari più correlate al tabagismo e come quest’ultimo possa esserne causa.


Aterosclerosi

Un primo esempio potrebbe essere l’aterosclerosi. Si tratta di una forma di arteriosclerosi, una malattia vascolare cronica caratterizzata da un’infiammazione della parete interne delle arterie. Può causare infarto miocardico oppure vari disturbi periferici e si intreccia in vario modo con ogni patologia coronarica.

Sia tutte le forme di coronaropatia sia l’aterosclerosi sono frequentissime nei fumatori, nell’ordine di quattro o cinque volte in più rispetto ai non fumatori. Come anticipato, i responsabili di questa frequenza elevatissima sono la nicotina e soprattutto il monossido di carbonio.

L’aterosclerosi dipende infatti dalla formazione di placche lungo le pareti delle arterie, che causano irrigidimento, restringimento e un conseguente sensibile aumento della pressione e della circolazione sanguigna. L’azione lesiva che il monossido di carbonio esercita sull’endotelio dei vasi sanguigni e l’effetto della nicotina che determina una superiore aggregazione delle piastrine formano un mix che ne favorisce notevolmente l’insorgere.


​​​​​​​Malattie cerebrovascolari

Il fumo raddoppia o triplica anche il rischio di malattie cerebrovascolari, quelle legate ai vasi sanguigni del cervello, come trombosi, ischemia, ictus, embolia. La dinamica è la medesima, ossia una riduzione del lume delle arterie, correlata all’aumento della pressione e a un incremento della formazione di trombi.

Lo stesso meccanismo vale poi per altre patologie cui i fumatori sono più soggetti, come aneurismi (i casi di dilatazione e rottura di un vaso sanguigno) e altri problemi a carico delle arterie principali, come l’aorta, di difficile cura con i farmaci attuali.

A ciò si collegano inoltre, soprattutto a causa dell’importante aumento della pressione, numerosi problemi al sistema circolatorio periferico, tra cui ridotta vascolarizzazione e accumulo di cataboliti tossici, che possono condurre anche alla trombosi. Il fumo facilita queste problematiche per via della sua azione vasocostrittiva e in generale lesiva delle pareti di vene e capillari.
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Sigaretta elettronica e rischio cardiovascolare

Una persona che voglia eliminare completamente i danni del fumo ha un unico mezzo per farlo: smettere di fumare.

Semplice a dirsi, però, più che a farsi: si sa che smettere di fumare non è mai cosa da poco. Per questo, sempre più fumatori decidono di iniziare a usare la sigaretta elettronica, dispositivo che li può aiutare ad abbandonare il tabagismo.

Moltissimi tra medici, esperti e membri di associazioni antifumo incentivano l’utilizzo della sigaretta elettronica come alternativa proficua al fumo di tabacco.

Ma la sigaretta elettronica fa aumentare il rischio di infarti e ictus?


Tutti gli studi più noti sul rapporto tra e-cig e patologie cardiovascolari hanno sempre confrontato svapatori e non fumatori, e non hanno potuto così mettere in luce gli effetti benefici del passaggio dalla bionda tradizionale all’elettronica.

Le e-cig potrebbero influire sul sistema cardiocircolatorio, solo per due elementi: la nicotina, poiché anche nell'e-cig ha i medesimi effetti menzionati in precedenza (anche se qui l'effetto negativo è diminuito dall'assenza di combustione e soprattutto è possibile eliminarla) e alcuni aromi non certificati (poiché possono contenere sostanze potenzialmente pericolose per l’apparato cardiocircolatorio e l’organismo in generale).

Dunque riducendo il quantitativo di nicotina che si assume giornalmente con la sigaretta elettronica, magari fino a eliminare del tutto la dipendenza, si ha la prima soluzione. Per quanto riguarda gli aromi, invece, basta fare attenzione alla loro provenienza e alla presenza di tutte le certificazioni europee che ne garantiscono la sicurezza per la salute.

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