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Perché esplodono le sigarette elettroniche

Accade raramente, ma le sigarette elettroniche possono esplodere. Quali sono le cause di questo problema? E quali comportamenti si possono adottare per evitarlo?
Perché esplodono le sigarette elettroniche
  1. Un po' di chiarezza su queste "esplosioni"
  2. Perché esplodono le sigarette elettroniche
  3. Come prevenire l'esplosione delle sigarette elettroniche

A volte accade di sentire notizie riguardanti l'esplosione di una sigaretta elettronica, accadimento che può provocare ferite e ustioni al vaper che la sta utilizzando. Si tratta di news che generano allarme e preoccupazione; tuttavia è necessario fare chiarezza per evitare disinformazione e la diffusione di informazioni poco accurate.


Un po' di chiarezza su queste "esplosioni"


Innanzitutto il livello di rischio è molto basso.

In passato i primi prototipi e modelli di sigaretta elettronica messi in commercio dai produttori potevano esplodere perché si trattava di una tecnologia ancora poco conosciuta e quindi erano più diffusi gli errori di realizzazione.

Al giorno d'oggi l'aggiornamento delle tecniche impiegate grazie alle nuove scoperte della scienza, lo studio di componenti e materiali innovativi e l'innalzamento degli standard fissati per legge ha consentito di migliorare notevolmente la durata e la qualità sia delle batterie sia dei dispositivi nella loro interezza.

Al tempo stesso il pericolo di esplosione è circoscritto quasi esclusivamente alla categoria delle sigarette elettroniche meccaniche o ai modelli che sono stati impostati per funzionare secondo questa modalità. Infatti in questi dispositivi non sono presenti o sono stati disattivati il circuito interno di controllo oppure i sistemi di protezione contro l'eccessivo assorbimento di corrente da parte della batteria e contro una scarica troppo consistente.

Perché esplodono le sigarette elettroniche

Innanzitutto bisogna sottolineare che non esplode la sigaretta elettronica bensì la sua batteria, che le fornisce la corrente elettrica per l'alimentazione.

Questo dispositivo funziona come un qualunque device elettronico perché adotta la stessa tecnologia. Di conseguenza un utilizzo scorretto può abbassare notevolmente i livelli di sicurezza.

Proprio per questo motivo la batteria può surriscaldarsi, andare a fuoco oppure addirittura esplodere.

Tra le cause che danno origine a questo fenomeno si ricordano:

  • materiali e componenti non di prima qualità.
    Ciò può portare a malfunzionamenti, surriscaldamenti, cortocircuiti e pericoli per la sicurezza del vaper: per questo motivo è bene evitare qualsiasi prodotto low cost, in particolare con elementi in plastica. Nella maggior parte dei casi l’incidente è provocato dal fatto che si sostituisce la batteria con un’altra di bassa qualità per risparmiare;
  • batteria di riserva conservata in tasca.
    In questo caso il dispositivo a contatto con i tessuti dei vestiti può dare inizio a un processo di combustione, fenomeno che può provocare ustioni oppure surriscaldamenti che rendono più facile l'esplosione della batteria. Si ricorda che questi elementi devono essere conservati con cura e in maniera corretta;
  • utilizzo di un caricabatterie dalla tensione troppo alta.
    La struttura dell'e-cig non è in grado di supportare una carica tanto elevata, a volte oltre cinque volte superiore alle reali esigenze delle batterie;
  • difetti di produzione.
    Per ridurre al minimo questo rischio è bene optare per soluzioni di alta qualità (soprattutto nel caso dei modelli tech) ed effettuare gli acquisti presso operatori di fiducia;
  • riparazioni per conto proprio.
    Se non si è esperti del settore, è fondamentale portare l'e-cig al negozio dove è stata acquistata per ricevere un adeguato servizio di assistenza tecnica;
  • utilizzo di e-cig e/o batterie realizzate in Paesi al di fuori dell'Unione Europea.
    Tali dispositivi possono essere costruiti senza rispettare gli standard qualitativi e di sicurezza previsti dalla normativa del governo comunitario.

Come prevenire l'esplosione delle sigarette elettroniche

Lo scoppio delle e-cig risulta essere quasi sempre legato all'acquisto di una batteria di ricambio di bassa qualità oppure a comportamenti scorretti da parte del vaper.

È sufficiente mettere in atto alcuni accorgimenti e prestare attenzione alle condizioni della sigaretta elettronica per portare questo rischio a essere praticamente pari a zero.

In particolare le soluzioni che permettono di migliorare la situazione sono:

  • acquistare solo batterie di alta qualità e a norma che siano state sottoposte a test di sicurezza che escludano esplosioni anche in caso di sovraccarichi e cortocircuiti. Infatti in oltre l’80% dei casi l’e-cigarette esplode durante la fase di carica;
  • non tenere il dispositivo collegato al caricabatterie e alla presa di corrente una volta che è stato caricato. Le batterie si possono danneggiarsi e produrre una sfiammata anche violenta se l’involucro della soluzione elettrolitica tra anodo e catodo si rompe: infatti superare la temperatura di ebollizione provoca l’emissione di vapori che porta all'aumento del volume delle basi fino a quando cedono. È bene sapere che alcune batterie sono più sensibili di altre a questo fenomeno, come le ICR (cobalto-litio), ancora molto diffuse nei prodotti di fabbricazione cinese; è responsabilità dello svapatore adottare invece le batterie IMR o INR (Nickel Litio) perché più sicure;
  • evitare il surriscaldamento del dispositivo. Ciò può avvenire per un eccesso di prelievo di corrente, un cortocircuito o se si adotta un errato sistema di carica: è bene considerare il DCR (massimo valore di scarica continua) della batteria, legato al suo rating. Superare questo limite porta a malfunzionamenti e in alcuni casi a esplosioni. I migliori produttori hanno fissato la temperatura massima di 75°C come cartina di tornasole di sicurezza per definire il rating;
  • non caricare le batterie quando sono ancora all'interno della box. Si tratta di un accorgimento grazie al quale eliminare di colpo gran parte dei rischi e minimizzare i danni anche in caso di problemi e malfunzionamenti. Inoltre è bene inserire la batteria mentre è in carica in un’ampia scatola metallica dove possa avvenire il ricambio d’aria attraverso appositi fori di aerazione: è la soluzione migliore e restringe il campo dei possibili effetti collaterali legati allo sprigionarsi di fiamme; meglio inoltre evitare il comodino accanto al letto o altri luoghi dove è presente materiale infiammabile, come tessuti sintetici o carta;
  • non tenere mai la batteria di ricarica in tasca, così come la sigaretta elettronica. Infatti, se il trasporto avviene senza adottare alcune semplici precauzioni, può verificarsi un cortocircuito;
  • preferire le batterie ricaricabili a quelle usa e getta. In questo caso bisogna sostituire l’elemento quando è scarico ed è proprio in questo momento che il circuito della box non è in grado di intervenire se viene messo in cortocircuito;
  • non cercare di sistemare il rivestimento isolante della batteria se viene danneggiato o lesionato. Invece si deve immediatamente buttare via il pezzo;
  • verificare periodicamente che la batteria non si surriscaldi se lo svapo avviene a potenze elevate in sub-ohm: il rischio di danni e conseguenti scoppi inizia a 80-90°C.

Il rischio di un'esplosione dei dispositivi per lo svapo ha colpito finora una percentuale davvero minima della popolazione dei vapers e nella maggior parte dei casi si è riscontrato un utilizzo scorretto del dispositivo o della batteria oppure l'impiego di materiali di scarsa qualità.

Le soluzioni migliori per contrastare questi problemi sono quindi l'adozione di un comportamento responsabile e realizzare con cura i propri acquisti.