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Veronesi e la sigaretta elettronica

Scopriamo insieme cosa pensava della sigaretta elettronica il famoso oncologo e perché la consigliava come metodo per smettere di fumare.
Veronesi e la sigaretta elettronica
  1. L'opinione di Veronesi
  2. La sigaretta elettronica è tossica?
  3. Comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica
  4. Cosa succede a un fumatore che comincia a svapare?
 

L'opinione di Veronesi

Tra tutti i tecnici, medici e scienziati, per la lotta contro il cancro, Umberto Veronesi è stato il luminare per antonomasia.

Il dottor Veronesi ha fatto della prevenzione e cura del cancro la sua ragione di vita. Prima ministro della Salute, poi direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia con sede a Milano, Veronesi è stato capace di fondere scienza e comunicazione per la lotta contro i tumori.


La corretta divulgazione di informazioni è uno dei migliori modi per poter fare prevenzione e poter avere un sensibile calo dell’incidenza tumorale. Veronesi ha da sempre portato avanti una lotta contro il fumo, il tabacco e le sigarette. Fumare fa ammalare il corpo, aumentando costantemente i rischi di patologie molto gravi come il cancro.

Il pericolo causato dalla sigaretta è dato dalla combustione del tabacco e della carta delle sigarette che generano migliaia di sostanze tossiche e cancerogene. Per questo motivo, Veronesi è stato a favore della sigaretta elettronica, usata come strumento per combattere il tabagismo, vista come mezzo al servizio del fumatore per ridurre il numero di sigarette e provocare la disassuefazione: oltre all'assunzione della nicotina che crea dipendenza, attorno al tabacco esiste tutta una gestualità che, giorno dopo giorno, rende schiavo il fumatore.

Molto spesso, accendere una sigaretta diventa spontaneo e lo si fa non per un reale bisogno di fumare, ma solo perché il cervello in quel momento ha dato il comando di accenderla.
 

La sigaretta elettronica è tossica?

Secondo Veronesi, la sigaretta elettronica è un ottimo strumento per combattere il vizio del fumo. La sigaretta tradizionale non è solo tabacco e nicotina, ma è formata da tutta una serie di componenti che nel momento in cui iniziano a bruciare generano le sostanze cancerogene.


La sigaretta elettronica, al contrario, non contenendo né tabacco né carta, non ha bisogno di bruciare i componenti, pertanto non essendoci combustione, non emette le sostanze cancerogene che ne derivano. Quindi non è tossica.
 

Il vapore prodotto dalla sigaretta elettronica è sufficiente per dare al fumatore un senso di appagamento. Questo aiuta anche dal punto di vista gestuale: a livello psicologico, con la sigaretta elettronica si riesce a sopperire alle abitudini e quindi questa nuova esperienza di fumo aiuta a non creare un ulteriore stress quando si cerca di smettere di fumare.


Veronesi si è schierato anche contro la tassazione imposta sulle e-cig e accessori, definendola esagerata e ridicola. Essendo uno strumento che aiuta le persone a disintossicarsi dall'abitudine al fumo, non dovrebbe essere proprio tassata. Secondo lui, in questo modo, il governo italiano non aiuta a salvaguardare i diritti della salute, ma pensa solo ai milioni di euro derivanti dall'industria del tabacco.


L’elemento che merita di essere tassato è la nicotina: questa è la sostanza che crea dipendenza.


La sigaretta elettronica, aiuta in modo molto intelligente, a tenere sotto controllo e ridurre la quantità di nicotina. Il senso di appagamento dato dall'e-cig aiuta a diminuire il consumo di nicotina sino ad azzerarlo. Veronesi, in alcune interviste e in più di un dibattito, ha dichiarato che i componenti dei liquidi base e aromi delle sigarette elettroniche, ovvero glicerina vegetale e glicole propilenico, sono due elementi innocui, presenti anche in prodotti per l’alimentazione, non fanno male all'organismo, a differenza del tabacco che invece è molto pericoloso. Gli studi e i test hanno verificato che il processo che riscalda il liquido e la sua conseguente inalazione non provocano danni rilevanti all'organismo e dal punto di vista cancerogeno il pericolo non esiste.

 
​​​​​​​ Studi sull'e-cig
 

Comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica

Veronesi ha aderito al comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica fondato dalla LIAF, Lega Italiana Anti Fumo. Egli, assieme al comitato, ha portato avanti la ricerca e la campagna antifumo, credendo nelle potenzialità della sigaretta elettronica come strumento per vincere il tabagismo e portare avanti la lotta contro il fumo.

 

Qualsiasi strumento che possa dare un valido aiuto a evitare l’uso delle sigarette normali in modo efficace è da considerare una possibilità positiva.
 

La sigaretta tradizionale è veleno, il tabacco è cancerogeno e gli effetti della sua combustione sono, spesso, causa di tumori al polmone. Infatti, è stato provato che il fumo della sigaretta è la principale causa di tumore ai polmoni. Sempre secondo Veronesi, la sigaretta è da considerare una calamità sociale, un’epidemia che colpisce l’intera umanità.
 

Il coordinatore del Comitato è Riccardo Polosa, direttore scientifico della LIAF e professore dell’Università di Catania. Polosa si può considerare uno dei massimi esperti sulla sanità scientifica dell'e-cig.


​​​​​​​Studi condotti

Tra i tanti studi, Polosa, ha condotto una ricerca su un campione di 300 fumatori, selezionati perché erano fumatori che non avevano alcuna intenzione di smettere di fumare. Questo studio ha dimostrato come la sigaretta elettronica sia uno strumento valido per dissuadere il tabagista dal fumare sigarette di tabacco. L’8,7% delle persone che hanno partecipato a questo esperimento ha smesso di fumare sigarette tradizionali. I dati sono molto interessanti, perché tre quarti del gruppo, dopo solo un anno, ha abbandonato anche la sigaretta elettronica smettendo di fumare del tutto e, tra i fumatori rimasti, un altro 10,3% dei partecipanti ha applicato una riduzione del 50% sulla quantità di sigarette giornaliere.

I numeri sono molto promettenti e nessun'altra campagna contro il fumo è riuscita a ottenere risultati così soddisfacenti.
 

L’Università di Catania ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza della sigaretta elettronica e assieme a una cinquantina di scienziati europei e americani ha presentato all’OMS una lettera per smettere di criminalizzare la sigaretta elettronica e diffondere allarmismi e divieti che sono basati solo su supposizioni, invitando a promuovere gli studi scientifici e l’utilizzo dell’e-cig per la lotta contro il cancro e le malattie cardiovascolari.
 

Se in futuro tutti i fumatori di sigarette tradizionali passassero alla sigaretta elettronica abbandonando le sigarette tradizionali, si salverebbero almeno 30.000 vite all'anno solo in Italia e una cifra che raggiungerebbe i 500 milioni nel mondo.
 

La campagna contro il fumo è da anni, ormai, una grande sfida per la salute pubblica. I problemi causati dal fumo sono solo di competenza del reparto oncologico.

Il fumo causa problemi a tutto il sistema cardio-vascolare, al sistema respiratorio e gastro-intestinale. Per questo motivo, la sensibilizzazione contro il fumo dovrebbe essere molto più forte.

La campagna dovrebbe essere portata avanti utilizzando gli strumenti per l’informazione di massa: televisione, giornali, web, scuole. In questo modo la pressione psicologica sulle persone sarebbe superiore e si potrebbe riuscire a convincerle a smettere di fumare molto più facilmente. Tutto questo, invece, viene lasciato alle singole forze, che non riescono ad avere un impatto pari a un intervento a livello nazionale.

Benefici dello svapo​​​​​​​
 

Cosa succede a un fumatore che comincia a svapare?

 
Dopo nemmeno otto ore Il livello di ossigeno nel sangue torna normale.
Il monossido di carbonio abbandona il corpo e i polmoni possono finalmente liberarsi dal muco.
Passate quarantotto ore I ricettori sensoriali si rigenerano e il sistema olfattivo e il gusto migliorano.
Dopo settantadue ore bronchi si liberano dal catrame aspirato con il fumo e l’attività respiratoria migliora sensibilmente.
La tosse cronica inizia a svanire.
Nel primo anno senza fumo I polmoni si sono liberati dai detriti del fumo che vi si sono depositati nel corso degli anni.
Libera dai detriti, l’attività polmonare migliora sensibilmente.
Dopo cinque anni rischi di un arresto cardiaco dovuto ai danni del fumo si dimezza.
Ci si sente sempre meglio, il fisico è più forte e ci si affatica sempre meno.
Passati dieci anni senza fumo Il rischio di cancro ai polmoni e di un attacco di cuore sono gli stessi di un non fumatore.